El Mundo è in sciopero contro il piano di tagli al personale annunciato da Rcs, che controlla il quotidiano spagnolo, Marca ed Expansion tramite la società Unidad Editorial, il polo acquisito nel 2007 per 7 miliardi di euro. Operazione da cui derivano molti dei mali del gruppo di via Rizzoli. Rcs, spiega una fonte vicina alla società, ha individuato circa 220 esuberi sui 1.420 dipendenti della controllata spagnola: si tratta di circa il 15% della sua forza lavoro. Di qui la decisione dei dipendenti, che hanno incrociato le braccia per la prima volta dal 1994 quando protestarono contro il governo di Felipe González.

Il gruppo che edita Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport ha annunciato a dicembre un piano industriale al 2018 che prevede un abbassamento di due punti del costo del personale, dal 27% al 25% dei ricavi, con una riduzione lorda in termini assoluti, tra Italia e Spagna, di 40 milioni “compensata da un andamento inerziale e nuove assunzioni per circa 25 milioni”. Il taglio netto previsto è quindi di 15 milioni di euro.

Alcuni giorni fa, al termine dell’assemblea di bilancio, l’amministratore delegato Laura Cioli aveva sottolineato che i risparmi attesi sono equivalenti nei due Paesi, ma che per motivi legati alle diverse legislazioni in Italia saranno ottenuti ricorrendo alla solidarietà, in Spagna invece attraverso i licenziamenti. Una fonte vicina alla società, citata da Reuters, sottolinea che in Spagna “c’è un tavolo sindacale aperto e una trattativa in corso”.

Intanto, secondo il Messaggero, le banche creditrici di Rcs puntano a chiudere entro il 27 maggio la ristrutturazione del debito da 423,6 milioni che grava sul gruppo e la cui scadenza deve essere allungata al 2019. In parallelo si organizzano le contromosse all’offerta di scambio sulla maggioranza del gruppo avanzata da Urbano Cairo. Stando a indiscrezioni, Mediobanca punta a organizzare una contro-offerta in contanti. L’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel, secondo Milano Finanza, ha contattato Matthieu Pigasse (Le Monde) e Serge Dassault (Le Figaro) per costituire una cordata.

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