“Voler venire in europa non è un atto di criminalità”.A dirlo è stato il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz, parlando a Berlino, alla conferenza su asilo e
migrazione. “L’Europa e’ un continente di immigrazione”, ha aggiunto, sottolineando che “serve un sistema d’immigrazione legale, attraverso il quale chi vuole venire a lavorare legalmente in Europa possa farlo”. Nonostante questa presa di posizione istituzionale, ha avuto comunque luogo il primo rinvio in patria di profughi.

I primi migranti espulsi dall’isola greca di Lesbo nell’ambito  dell’accordo tra l’Ue e Ankara sono sbarcati nella mattinata del 4 aprile al porto turco occidentale di Dikili. A bordo dell’imbarcazione chiamata Nazli Jale erano presenti funzionari turchi e agenti dell’agenzia europea di protezione delle frontiere Frontex. I profughi, che trasportano ciascuno una o due borse, sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine ai punti di registrazione, dove sono stati accolti dai responsabili dei servizi di salute, sicurezza e immigrazione. La situazione è calma, anche se un piccolo gruppo di manifestanti ha aperto uno striscione con la scritta “Stop deportazioni”. 

Il mezzo era partito all’alba dall’isola, scortato da imponenti misure di sicurezza. In base all’accordo, duramente criticato dalle organizzazioni non governative, tra cui l’Unhcr e Amnesty International,rimpatri riguarderanno solo quelli che non hanno richiesto asilo o la cui richiesta è stata dichiarata inammissibile. 

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