Il monumento dedicato a Pier Paolo Pasolini è stato danneggiato, con lastre e vetri spaccati, e frasi ingiuriose sono state scritte contro la memoria dell’intellettuale. A scoprirlo sono stati i volontari della Lipu che gestiscono Centro Habitat Mediterraneo, nei pressi dell’Idroscalo a Ostia dove è situata la stele, luogo dove lo scrittore fu ucciso nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975. Gli insulti sono stati firmati dal gruppo romano di estrema destra Militia: “Ma quale poeta e maestro: frocio e pedofilo, era questo”. “Sono degli infami teppisti e criminali” ha postato su Twitter Angelo Bonelli, responsabile della Federazione dei Verdi italiani.

Diversi i commenti contro il blitz che mira a colpire la memoria del poeta. “Pasolini grande italiano e grande intellettuale. Chi ha danneggiato il suo monumento a Ostia è un vigliacco. Pronti a sostenere il ripristino dell’opera” ha scritto sul proprio profilo Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“E’ un fatto di particolare gravità – ha commentato il presidente dell’ente che gestisce il centro, Fulvio Mamone Capria – organizzato da persone che predicano e praticano la violenza e la sopraffazione e non si fermano nemmeno dinanzi alle pacifiche testimonianze della memoria. Sono eventi che certamente spaventano ma che, pur contraddistinti dalla violenza della distruzione fisica, sono privi della forza di fermare la cultura, specie quella della poesia, del dialogo, dell’apertura al mondo”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Marò, sindaco toscano dedica un ponte a Latorre e Girone. E nel parco mette statua di Schettino con orecchie da coniglio

next
Articolo Successivo

Addio a don Luciano Scaccaglia, Parma saluta il suo prete di strada sempre “contro” in difesa degli ultimi

next