Finisce l’era di Evo Morales. Con il 72,5% delle schede conteggiate nel referendum in Bolivia, il 56,5% dei votanti si è detto contrario alla possibilità che il presidente si candidi a un quarto mandato. Favorevole il 43,2%. Lo ha fatto sapere la presidente del Tribunale supremo elettorale, Katia Uriona, citata dai media locali della città di Sucre. Nelle prossime ore i dati saranno aggiornati ed è attesa una conferenza stampa di Morales.

Morales, si è detto “preparato” in caso di sconfitta. Intervistato da El Pais, alla vigilia del voto, Morales ha voluto ricordare i risultati economici raggiunti, ribadendo che per lui perdere il referendum non sarebbe una delusione e ricordando che se è ancora presidente è perché lo ha chiesto una parte della società. “Mi piacerebbe essere un dirigente sportivo“, ha poi aggiunto il presidente, che con questa riforma avrebbe potuto puntare ad un nuovo mandato dal 2020 al 2025.

Riguardo la visita del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il mese prossimo a Cuba, Morales ha detto di dubitare che Washington “sollevi l’embargo economico. Dipenderà dalle elezioni, anche se tra democratici e repubblicani non c’è molta differenza”.

A Morales, primo presidente indigeno in carica dal 2006, è attribuita la riduzione della povertà in uno dei Paesi più poveri della regione, destinando i guadagni legati al gas naturale a programmi sociali e nuove infrastrutture. È stato rieletto nel 2014 con il 61% del sostegno. Tuttavia, la sua amministrazione è criticata da molti per corruzione, sprechi e autoritarismo. La sua popolarità è di recente stata danneggiata dalle voci che l’impresa di sua ex compagna avrebbe ottenuto ricchi contratti dal governo.

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