Gli operatori del turismo credono nella ripresa del settore, ma non fanno affidamento sul governo. E ai politici fanno sapere che per sostenere davvero il comparto bisogna fare più investimenti in infrastrutture, abbassando al contempo la pressione fiscale. E’ questo il messaggio che lanciano gli addetti ai lavori dalla Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. Qui è passato anche il ministro del Turismo, Dario Franceschini, che ha affermato: “Le previsioni del 2016, per il comparto del turismo, sono addirittura migliorative rispetto al 2015″. Ma gli operatori rispondono: “Ci crediamo non perché lo dice il ministro, ma perché facciamo sacrifici tutti i giorni“. Tra i problemi più gravi, la mancanza di infrastrutture. “Da me c’è una strada interrotta da dieci anni, i turisti si perdono”, si lamenta un’albergatrice. Nel 2015, secondo Federalberghi, le presenze in albergo sono aumentate del 3,6%, ma l’occupazione del comparto è calata dello 0,7%. “Per recuperare il terreno perduto negli anni precedenti ci vorrà almeno un lustro di risultati col segno positivo”, ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. E alla Bit c’è chi sottolinea i danni che la crisi ha inflitto al settore: “Ha abbassato il nostro livello di qualità di servizio, è stato un duro colpo per le strutture ricettive e la ristorazione”

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