All’indomani dell’apertura del Salone di Detroit, dove il gruppo Volkswagen mostra il meglio della sua tecnologia ibrida e a idrogeno, è arrivata una doccia fredda per quanto riguarda i diesel e in particolare i 2.0 TDI dotati del tristemente noto “defeat device”, il dispositivo che ne varia le emissioni in sede di omologazione. Il California Air Resources Board (Carb) ha infatti respinto il piano di richiamo presentato da Volkswagen North America, inerente alle auto vendute in California dal 2009 al 2015. La decisione negativa riguarda solo il turbodiesel 2 litri, mentre per il 3.0 TDI montato sui modelli Audi e Porsche bisogna attendere il 2 febbraio. “Questa proposta rappresenta un passo avanti – si legge nel comunicato stampa diramato ieri dal Carb – ma non è ancora la soluzione definitiva”. L’ente californiano ha anche confermato la prosecuzione delle indagine e delle valutazioni tecniche, svolte insieme alla Enviromental Protection Agency (Epa) per far rientrare tutte le auto interessate nei livelli di emissioni previsti dalla legge. A questo punto diventa cruciale l’incontro che Matthias Müller avrà oggi con i membri del Congresso e della stessa Epa, dove il numero uno del gruppo Volkswagen dovrà dire che cosa intende fare con le 480.000 auto americane dotate del dispositivo truffaldino.

La faccenda è seria, perché il Carb, dopo aver ricordato brevemente tutte le bugie della Casa di Wolfsburg e la pericolosità dei NOx immessi nell’atmosfera, ha snocciolato le ragioni per cui ha respinto la proposta di richiamo. La prima è la presenza di lacune e la mancanza di sufficienti dettagli tecnici e a sostegno del piano, la seconda è la carenza di informazioni sugli interventi tecnici da effettuare, la terza è l’inadeguatezza degli stessi rispetto alle prestazioni globali del veicolo, anche rispetto a emissioni e sicurezza. La sensazione che si ricava da queste parole è che difficilmente il gruppo Volkswagen se la potrà cavare allo stesso modo che in Europa, con un nuovo software per la centralina o con un tubo di plastica aggiuntivo. Nello stesso comunicato, infine, il Carb ha formalmente notificato a Volkswagen le 13 violazioni delle leggi californiane: dal fallimento nei test di omologazione, alla certificazione falsa, fino alla commercializzazione di automobili che non rispettano la legge sulle emissioni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ces Las Vegas – Guida autonoma: l’America non avrà una legge federale, ma la tecnologia avanza

next
Articolo Successivo

FCA, concessionari l’accusano di gonfiare vendite Usa. Il titolo crolla in Borsa

next