Gli “occhi elettronici” che punteggiano strade e città saranno finalmente autorizzati a controllare se i veicoli inquadrati sono in regola con la revisione e l’assicurazione. Lo prevede un emendamento al ddl Stabilità di Sergio Boccadutri (Pd) approvato in commissione Bilancio alla Camera. Gli autovelox, i tutor e le telecamere posizionate nelle zone a traffico limitato, infatti, sono in grado di riconoscere il numero di targa dei veicoli e di comminare sanzioni, ma finora non erano autorizzati a controllare la copertura assicurativa e la regolarità della revisione perché la contestazione doveva essere immediata.

L’emendamento completa un processo di automazione e digitalizzazione già compiuto in altri Paesi europei. Dallo scorso ottobre, infatti, il contrassegno della RCA è stato “dematerializzato”. Non è più necessario esporre il tagliando assicurativo sul parabrezza dell’auto perché la copertura RCA si verificata online, cercando la targa del veicolo nella banca dati della Motorizzazione civile, aggiornata in tempo reale della compagnie assicuratrici. La stessa verifica può essere fatta da chiunque accedendo al portale dell’automobilista o tramite l’app iPatente. Ora che il controllo avverrà con mezzi automatici e non sarà affidato solo ai posti di blocco organizzati dalle forze dell’ordine, sarà più facile individuare i 3,5 milioni di veicoli non assicurati che secondo l’Ania circolano oggi in Italia.

“Grazie all’introduzione di nuove tecnologie, non sarà più necessaria la contestazione immediata per le infrazioni di mancata revisione, trasporto di cose su veicoli a motore oltre la massa consentita e obbligo dell’assicurazione auto”, scrive Boccadutri sulla sua pagina Facebook. “Chi espone se stesso e gli altri a rischi anche pesanti finora ha potuto spesso ‘farla franca‘ in assenza di modalità di controllo digitale: tutti conosciamo, ad esempio, le conseguenze, anche solo patrimoniali, di chi subisce un danno da un veicolo non assicurato“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Certificato di proprietà digitale, Unasca: ‘Carta aumentata, ci guadagna solo l’Aci’

next
Articolo Successivo

Radiazioni per esportazione, norma anti elusione del bollo. Filiera dell’auto: ‘Va contro diritto Eu’. I demolitori ringraziano

next