Armando Arcangeli, fondatore della Valleverde, è agli arresti domiciliari nell’ambito della operazione ‘Broken shoes‘ del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Rimini che ha portato anche al sequestro di beni per 19 milioni di euro. Per le Fiamme Gialle si sarebbe appropriato indebitamente di 9 milioni di euro. Ai domiciliari anche l’ex direttore generale Valleverde, un consulente finanziario e imprenditori bresciani. Tra i reati contestati la bancarotta fraudolenta e altri tributari. Sequestri di denaro e società sono stati fatti anche a San Marino, Milano, Brescia e Mantova.

L’indagine coordinata dal sostituto procuratore di Rimini Luca Bertuzzi avrebbe permesso di individuare “operazioni e fatti aziendali connotati dall’obiettivo comune di depauperare il patrimonio aziendale della fallita società in pregiudizio dei creditori e dell’erario”. Agli indagati vengono contestati, oltre alla bancarotta, anche omessi versamenti di imposte per importi milionari. Le condotte riguarderebbero, spiegano i finanzieri in una nota, “sia la vecchia proprietà che la governance della newco bresciana, appositamente costituita per garantire la continuità aziendale nella fase del concordato preventivo omologato dal Tribunale di Rimini”.

Nello specifico, sono stati eseguiti sequestri preventivi per equivalente, con riferimento a reati tributari, fino alla concorrenza di 12,2 milioni di euro e sequestri preventivi, con riferimento ai reati fallimentari, di somme pari a 6,8 milioni di euro, oltre a quote societarie di 5 società, di cui una immobiliare con sede a Rimini e 4 nella Repubblica di San Marino. Sequestrati anche conti correnti nazionali e esteri, a seguito di una rogatoria internazionale accolta dall’autorità giudiziaria della Repubblica di San Marino.

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