Mai si è parlato così tanto di Rozzano. La decisione del dirigente dell’Istituto “Garofani” di non fare feste di Natale a scuola con i canti religiosi ha scatenato l’opinione pubblica e la politica. A finire per primo sotto i riflettori è il sindaco, Barbara Agogliati, che in queste ore ha avviato una sorta di trattativa con il preside Marco Parma, per convincerlo a tornare sui suoi passi.

Sindaco, l’ha sentito il dirigente oggi? Cosa gli ha detto?
“Gli ho telefonato ieri, lunedì lo richiamerò. La scuola ha la sua autonomia nella definizione delle attività didattiche, ma mi sono permessa di far presente a Parma che tutte le famiglie di Rozzano, italiane e straniere, si aspettano in occasione del Natale un momento di condivisione come è sempre stato fatto. Spero di essere ascoltata”.

Secondo lei il preside cambierà idea?
“Ieri al telefono ha confermato la sua linea. Spero che ora possa capire, viste le reazioni delle famiglie, che la sensibilità del tessuto sociale è un po’ diversa da quella che lui immagina. Rozzano non è una città che ha problemi di discriminazione o integrazione. La scelta del dirigente sembra andare in senso contrario: da un problema che si voleva evitare lo si sta creando. Mi auguro possa rivedere le decisioni prese”.

Eppure Parma ha riferito al fattoquotidiano.it che si trattava della richiesta di poche mamme
“In realtà ho visto una petizione dove ci sono non solo due madri ma tutti i genitori di una classe che sottoscrivono la richiesta. In quel documento si chiede di motivare la decisione di non fare il concerto di Natale e di avere l’autorizzazione a svolgere una festa comune e non nelle singole classi come ha previsto la dirigenza”.

Il preside ha già motivato la sua scelta: ha detto che la scuola è laica
“Certo ma ciò non significa che non abbiamo una cultura e una sensibilità da rispettare. Come comune siamo aconfessionali ma ciò non significa che il concetto di integrazione è appiattimento o annullamento delle diversità. Senza il proprio bagaglio culturale e umano credo non ci possa essere una vera inclusione. Questo è stato capito in primis dalle famiglie straniere che si sono dette stupite della decisione del preside”

Lei le ha incontrate queste famiglie di migranti?
“La petizione è firmata anche da una famiglia musulmana. E poi nei Tg li abbiamo visti tutti gli stranieri che dicevano che non ci sarebbe stato alcun problema a festeggiare il Natale”.

La scelta del dirigente ha sollevato, da destra a sinistra, la levata di scudi della politica. Lei come la vede?
“Il preside ha voluto prendere una decisione molto prudente ma è andato un po’ oltre. Credo che la situazione gli sia sfuggita di mano. Se ha deciso da solo credo sia un errore: a Rozzano è reggente, forse non ha compreso a pieno il tessuto sociale. Dal fare una cosa che poteva essere rispettosa della sensibilità altrui ha proposto qualcosa che è contrario ai moderni concetti dell’integrazione”.

Ha tempo per rimediare?
“Ha venticinque giorni per porre rimedio”.

Lei come sindaco cosa è pronta a fare per risolvere il problema?
“Proporrò un incontro chiedendogli ciò che vogliono le famiglie. Non voglio arrivare ad un muro contro muro. Vedremo se con la mediazione si ottiene un risultato che possa soddisfare tutti. Dopo i fatti di Parigi è difficile spiegare ai bambini che la scuola non vuole festeggiare il Natale perché altri potrebbero sentirsi offesi”.

E se questa festa non fosse fatta dalla scuola siete pronti ad organizzarla come Comune?
“L’amministrazione mette in campo molte iniziative rivolte ai bambini in questo periodo. Se non verrà fatta la festa di Natale a scuola proporremo un’occasione ad hoc ma sarebbe meglio se fosse organizzata dall’Istituto comprensivo perché senza la scuola facciamo fatica a coinvolgere tutti i ragazzi”.

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