“Ho appena ammazzato uno a Corbetta”. Sono queste le parole pronunciate da Paolo Leone, 63 anni, pregiudicato per traffico internazionale di stupefacenti, che questa mattina si è presentato al carcere milanese di Opera per costituirsi ai carabinieri. Crede di aver ucciso Giuseppe Lombardo, 62 anni. Gli ha sparato tre colpi: al collo e al volto. Un agguato. E’ convinto di aver “fatto la galera” per colpa sua. La vittima però non è morta, anche se è ricoverato in condizioni gravissime.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nel 2007 Lombardo ha reso dichiarazioni in merito a un traffico di droga in cui era coinvolto anche Leone, arrestato nel corso delle indagini che ne seguirono. L’ultima volta che i due finiscono in manette insieme è nel settembre 2010, con l’operazione Mustang dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano su un traffico di cocaina. Lombardo era stato scarcerato un mese dopo. Leone nell’aprile 2015. Da qui la convinzione di essere stato tradito dal complice che avrebbe “cantato” e il desiderio di vendetta, culminato con l’agguato di questa mattina.

Giuseppe Lombardo, che era attualmente affidato ai servizi sociali, stava accompagnando la moglie in macchina all’interno dello stabile, al civico 63 di via Milano. La signora, che lavora come donna delle pulizie e badante per il titolare, è scesa dalla vettura, Lombardo ha fatto manovra dirigendosi verso il cancello di uscita, ma ha trovato davanti a sé Leone a bordo di una Lancia Y. Leone è sceso dalla sua macchina, ha camminato attorno all’auto di Lombardo da dietro, ha aperto lo sportello e dopo aver sparato, secondo i carabinieri di Milano almeno due colpi, è salito a bordo della sua Lancia Y ed è fuggito. I carabinieri ritengono che non gli abbia sparato per intimidirlo o per ferirlo, ma per ucciderlo e vendicarsi. Lombardo è stato subito trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda. Dalla tac sono emersi tre fori al collo e uno all’orecchio: probabilmente il terzo è stato causato dalla fuoriuscita del proiettile.

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