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Ponte sullo Stretto, ora il governo dice che si farà. Delrio e Renzi: “Ma prima priorità su altre infrastrutture”

Sui costi da sostenere per le cause in corso il ministro delle Infrastrutture Delrio è stato chiaro: "Ad oggi non sono in grado di quantificare gli oneri". Però ha l'ex sottosegretario parla di "piena convergenza di vedute" con il premier
Ponte sullo Stretto, ora il governo dice che si farà. Delrio e Renzi: “Ma prima priorità su altre infrastrutture”
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Per Renzi il ponte sullo Stretto di Messina si farà. Dopo altre infrastrutture, ma si farà. E il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dopo aver sostenuto nelle scorse settimane che l’opera non è una priorità del governo, questa volta ha dovuto confermare le parole del capo del governo. Di più. L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha sottolineato come con le dichiarazioni del premier “c’è piena convergenza di vedute: è stata posta la valutazione del ponte solo dopo che saranno vinte le sfide che abbiamo davanti”. Insomma: il Ponte tanto caro a Berlusconi ieri e ad Alfano oggi, ora diventa un obiettivo del governo. A lungo termine, ma sempre di obiettivo da perseguire si tratta. Ma non prima di aver “sistemato l’acqua di Messina, i depuratori, le bonifiche, investito 2 miliardi per le strade e ferrovie, portato l’Av anche in Sicilia“, eccetera eccetera.

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Delrio, però, ha detto anche altro, parlando di onori (di chiarezza) e soprattutto di oneri (di spesa): “Io non credo che il presidente del Consiglio sia stato ambiguo. Sulle priorità da realizzare al Sud siamo impegnati concretamente – ha sottolineato – Abbiamo aperto dei cantieri negli scorsi giorni. Il governo e personalmente il presidente del Consiglio si sta impegnando per realizzare queste priorità. La costruzione del ponte sullo Stretto verrà valutata anche attraverso il codice degli appalti che speriamo verrà approvato nelle prossime ore”. Rivolto al futuro anche il capitolo delle spese che saranno sostenute per quanto (non) fatto sinora. Costi che, a sentire Delrio, non si possono conoscere: “Ci sono delle cause in corso e risultando ancora pendente il contenzioso presso il tribunale civile di Roma promosso dal contraente generale che ha chiamato in causa la società Stretto di Messina, il Mit e la presidenza del Consiglio dei ministri ad oggi non sono in grado di quantificare gli oneri che potrebbero derivare dall’esito di questo contenzioso“.

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