Nel giugno 2013 era stato arrestato con l’accusa di avere calunniato alti prelati di pedofilia. Ma oggi l’ex sacerdote Patrizio Poggi è stato di nuovo fermato con l’accusa di prostituzione minorile: avrebbe adescato due minorenni, uno nei pressi di una scuola di Viterbo. Secondo il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte l’ex sacerdote ha inoltre scattato foto e fatto filmini a un minorenne romeno, altra vittima di violenza sessuale. In questo caso, l’episodio è avvenuto a Pavona, nella zona dei Castelli Romani.

Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato di calunnia, che ha fatto scattare l’arresto. A disporlo è stato il gip Paola Della Monica che ha contestato fatti accaduti lo scorso anno. Attualmente Poggi è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli e nei prossimi giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia con l’assistenza dell’avvocato Federico Spuntarelli.

Sulle vicende legate a Poggi era intervenuto indirettamente anche Papa Francesco, che a luglio 2014 aveva deciso di rispedire a Taranto, cioè nella sua diocesi d’origine, il numero due della nunziatura apostolica in Italia Luca Lorusso, che aveva preso le difese dell’ex prete. A marzo del 1999, come ha scritto Il Fatto Quotidiano, il giudice Edoardo Landi lo aveva spedito agli arresti domiciliari con l’accusa di avere abusato sessualmente di 5 ragazzini tra i 14 e i 15 anni che frequentavano la sua parrocchia, San Filippo Neri, al confine tra Boccea e Primavalle. Nello stesso anno era stato condannato a 8 anni di reclusione per pedofilia. Nei gradi successivi la pena è stata ridotta a 5 anni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Corruzione: a chi chiede ‘antinfiammatori’ non negate ‘supposte’

prev
Articolo Successivo

Mantovani, l’avvocato Lassini e l’affare immobiliare: “Avete un prestanome?”

next