Quasi mille opere pubbliche in Italia non sono mai state completate. Lo rivelano i dati dell’’Anagrafe delle opere incompiute di interesse nazionale: nel 2014 non risultano completate 868 opere, mentre a fine 2013 erano “appena” 692. Mancavano all’appello, però, i dati della Sicilia, dove le opere incompiute sono 215: un vero e propro record fra le Regioni. Dighe progettate negli anni ’60, costate 250 milioni di euro e poi abbandonate a se stesse, porti inaugurati e mai utilizzati per l’assenza di una strada d’accesso, teatri quasi pronti dopo trent’anni di lavoro ma che non verranno mai aperti al pubblico per l’eccessivo costo di gestione: sono solo alcune delle opere incompiute raccontate dall’inchiesta del fattoquotidiano.it.

Con la pubblicazione del dato relativo alla Sicilia, spiega infatti il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, si completa la ricognizione delle opere incompiute di carattere nazionale relativa al 2014. L’Anagrafe, viene ricordato, è stata prevista nel 2011, ma divenuta operativa nel 2013 con successivi decreti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: è quindi il terzo anno che si realizza. Tra le Regioni con più opere incompiute dopo la Sicilia  si piazzano, ma a distanza, la Calabria con 93 opere previste ma non portate a termine, la Puglia (81), poi la Sardegna (67) e il Lazio (54). Molto bene il dato della provincia autonoma di Bolzano con otto opere non completate, e la Val d’Aosta con una sola opera incompiuta. Record positivo per la provincia autonoma di Trento dove non c’è alcuna opera incompiute.

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