Fa una certa impressione vedere la riforma della Costituzione ridotta a una battaglia all’ultimo sangue su cavilli di regolamento. Stavolta quelli del Senato.

Fa una certa impressione vedere la Carta costituzionale trattata con così poco riguardo. Tagliando il dibattito parlamentare su punti fondamentali come l’articolo 2 che fissa le regole per l’elezione dei membri del nuovo Senato.

Fa una certa impressione pensare che la nuova Costituzione possa essere approvata con i pochi voti garantiti da Denis Verdini quando invece ci vorrebbe il massimo del consenso trattandosi delle regole comuni della nostra convinvenza democratica.

Fa una certa impressione pensare a come poi potranno considerarla i cittadini, questa nuova Costituzione, una volta verificato come presidente del Consiglio, maggioranza di governo e quella parlamentare se ne sono così altamente infischiati della necessità di condividerla con il maggior numero di parlamentari possibile, tenendo presente che qualcosa essi continuano pur sempre a rappresentare.

Una certa impressione infine su quello che ci aspetta. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi riuscirà forse a far passare questa riforma costituzionale. Quel che è certo è che rischiamo di pagare un prezzo altissimo. Considerando che dopo di lui, con altri numeri e altri Verdini, non mancheranno quelli che della sua riforma vorranno fare al più presto carta straccia.

 

 

 

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