I bambini in Italia non nascono sotto i cavoli né li porta la cicogna, ma il corriere. Sì, perché a Torino, un embrione da impiantare – debitamente crioconservato – è stato spedito da Barcellona direttamente per posta. La coppia ha fatto ricorso alla fecondazione eterologa (tecnica di fecondazione medicalmente assistita che prevede l’impiego di ovociti o spermatozoi di donatori estranei alla coppia) per risolvere un problema di fertilità della donna. Così il seme del marito è stato spedito a un centro in Spagna dove, insieme all’ovocita di una donatrice, è servito a realizzare l’embrione che, rispedito in Italia, è stato poi impiantato nella paziente dando avvio a una gravidanza.

Nonostante la fecondazione eterologa in Italia non sia più vietata, il problema principale è rappresentato dalla scarsa presenza di donazioni di gameti: difficile trovare volontari donatori di sperma e ovociti. Così, tra norme da regolamentare – il registro donatori – e la scarsa solidarietà, molti centri si vedono costretti a rivolgersi direttamente all’estero. Tuttavia, la scarsa solidarietà non è solo da imputare a un mero fatto egoistico, ma c’è da dire che poco si fa per incentivare le donazioni, eventualmente informando di più sulla problematica come invece fanno Paesi come Spagna e Danimarca che raccolgono gameti anche in cambio di rimborsi. In Italia la donazione di gameti è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. Deve essere volontaria e altruistica e non può essere retribuita.

Per questo molte regioni non riescono a soddisfare la richiesta: a Bologna le coppie in lista di attesa per un’eterologa sono 700. Da gennaio a maggio di quest’anno, sono arrivate dall’estero ben 855 contenitori di gameti crioconservati: 315 con ovociti (ciascuno contenente tre uova), 441 con liquido seminale – a Copenaghen, in Danimarca, ha sede la principale banca mondiale di spermatozoi e la più sicura – e 99 con embrioni (costo di ogni contenitore, circa 500 euro per quelli contenenti liquido seminale e 3000 per quelli di ovociti). Contenitori destinati in tutto a 420 coppie. Sono dati resi noti da Giulia Scaravelli, responsabile del registro sulla procreazione medicalmente assistita all’Istituto Superiore di Sanità.

È un problema, quello della donazione di gameti, che va risolto con una campagna di sensibilizzazione a favore delle donazioni. Altrimenti, finiti (forse) i viaggi delle coppie all’estero, è iniziato quello dei contenitori. L’Italia! Terra di santi, navigatori, e importatori!

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