La prima casa di accoglienza contro l’isolamento dei giovani LGBT in Italia. È questo il progetto di “Refuge Lgbt”, con cui la Croce Rossa di Roma, in collaborazione con il Gay center e il sostegno della Regione Lazio, intende dare vita a una struttura di ospitalità temporanea volta a rispondere alle esigenze di protezione delle persone che subiscono violenze e discriminazioni (molto spesso in famiglia), guidandole attraverso un processo di reinserimento sociale. La casa, gestita da personale qualificato, offrirà servizi di supporto psicologico e legale, orientamento scolastico e professionale, mediazione con i servizi sociali e mediazione culturale. Secondo alcuni dati, le persone omosessuali o bisessuali incontrano forti difficoltà in famiglia: solo il 20% dei genitori sa che i loro figli sono gay. E i numeri della Gay Help Line, la linea verde antiomofobia, forniscono un allarme in questo senso, “considerando che il numero verde riceve circa 20.000 contatti l’anno, di cui 6.000 provenienti dalla regione Lazio. In particolare, il 20% delle telefonate dove si fa richiesta di un intervento legale riguardano casi di violenze e abusi”. Il modello della casa di accoglienza, progetto pilota nella capitale, è quello francese di ‘Le Refuge‘, progetto che ospita di più 300 persone LGBT l’anno su tutto il territorio francese, attraverso 40 posti alloggio in diverse città. La Croce Rossa di Roma ha aperto sul proprio sito una campagna di raccolta fondi per completare e sostenere il progetto: anche per questo il 18 giugno, nella storica residenza seicentesca Doria Pamphilj nella capitale, si terrà una serata di raccolta fondi voluta da Jonathan Doria Pamphilj con Croce Rossa di Roma e le associazioni Anlaids ed Edge  di Chiara Carbone

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