Centocinquanta voti al costo di trenta euro: ovvero cinque euro a preferenza. In tempi di spending review anche il voto di scambio subisce una pesantissima sforbiciata. Il particolare emerge dall’ultima inchiesta della procura di Palermo, che ha portato all’arresto di Giuseppe Bevilacqua, candidato non eletto al consiglio comunale di Palermo nel 2012. I voti presi da Bevilacqua però fanno gola anche ad altri. Perché nell’ottobre del 2012 la Sicilia torna alle elezioni per eleggere i nuovi rappresentanti dell’Assemblea regionale. E a Bevilacqua si rivolgono politici di peso. Nino Dina, deputato dell’Udc e presidente della commissione Bilancio all’Ars, promette in cambio dell’appoggio elettorale, due posti di lavoro. “A che punto siamo gioia mia come stai?”, dice Dina intercettato. “Apposto: ma di quelle cose non mi dai novità? Di mia sorella e di Anna?”. “Quelli sono pronti…subito dopo queste cose, cominciamo”. Anche Roberto Clemente è interessato al sostegno di Bevilacqua. In cambio promette, una volta eletto all’Ars, di dimettersi dal consiglio comunale, facendo scattare il seggio a Bevilacqua, primo dei non eletti. “Questo regalo quando me lo fai Roberto?”, chiede l’indagato, subito dopo l’elezione di Clemente al Parlamento siciliano. “La prossima settimana ci vediamo”. Anche Franco Mineo, braccio destro di Gianfranco Micciché, condannato in primo grado a otto anni di carcere per intestazione fittizia di beni, è interessato ai voti di Bevilacqua. “Mi aspetto da te una grande mano, e il tuo impegno sarà premiato, con uno dei due incarichi che ti ho detto”  di Giuseppe Pipitone

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Domenico Maurantonio, appello dei genitori in tv: “Chi sa parli, apritevi la coscienza se siete amici veri”

next
Articolo Successivo

Epatite C, nuovo farmaco prodotto da più aziende. Toscana lo darà a tutti i pazienti

next