La Faac, multinazionale dei cancelli automatici di Zola Predosa, diventa al 100 per cento dell’arcidiocesi di Bologna guidata dal cardinale Carlo Caffarra. Martedì 6 maggio, in uno studio notarile di Milano, è stato firmato il contratto che sancisce il divorzio consensuale con i soci di minoranza francesi di Somfy che avevano il 34% delle azioni dell’azienda. La notizia, pubblicata sul Corriere della Sera, è stata confermata all’agenzia ANSA dal presidente della Faac, Andrea Moschetti, rappresentante del socio di maggioranza.

La curia bolognese era entrata in possesso del 66% perché nominata erede universale da Michelangelo Manini, il proprietario scomparso a febbraio 2013. “E’ un bel successo, dopo una lunga trattativa – dice Moschetti – e arriva proprio per i 50 anni dell’azienda, che dopo 25 anni torna tutta in mano ai bolognesi”.

A giugno 2014, dopo un periodo in cui la Faac era sotto sequestro e affidata ad un custode, in seguito all’impugnazione dei testamenti di Manini da parte dei familiari dell’imprenditore, la maggioranza delle azioni erano tornate all’arcidiocesi, che aveva liquidato i parenti in un accordo transattivo da circa 60 milioni. L’azienda ha chiuso l’ultimo anno con un 330 milioni di ricavi.

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