Vivere in Antartide è simile a vivere nello spazio. Due ambienti estremi con molti punti in comune. Per questo l’Esa (Agenzia spaziale europea) quest’anno sponsorizzerà una ricerca nella Stazione Concordia, dove verranno svolti cinque esperimenti che aiuteranno a preparare missioni spaziali di lunga durata per l’esplorazione del Sistema solare.

Anche in Antartide, a seconda della stagione, è praticamente impossibile uscire fuori a fare una passeggiata, e ora che si sta avvicinando l’inverno, la base resterà completamente isolata per sei mesi, quattro dei quali totalmente al buio. Due degli esperimenti Esa, tutti condotti da Beth Healey, verranno effettuati anche in un’altra base sempre in Antartide, la Halley VI del British Antarctic Survey, che si trova a livello del mare, cioè in differenti condizioni di pressione rispetto a Concordia che è a oltre 3mila metri sopra il mare.

I risultati verranno poi confrontati tra loro per studiare eventuali differenze dovute proprio all’unica variabile differente, la pressione. Nei prossimi sei mesi alcuni volontari di Halley e di Concordia registreranno se stessi in un video diario e le loro interazioni sociali verranno monitorate.

Attraverso un particolare software sarà poi possibile individuare con maggior dettaglio qual è lo stato d’animo di ogni soggetto, analizzando ogni piccolo cambiamento nell’intonazione della voce e nella grammatica, e monitorando quanto spesso i volontari parlano tra loro. L’obiettivo è quello di farsi un’idea di qual è lo stato di una persona. Il secondo esperimento, che si svolgerà in entrambi i siti, studierà come i nostri occhi si adattano a quattro mesi di buio all’esterno e di illuminazione artificiale all’interno.

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