Dopo l’accordo con la Svizzera, cade anche il segreto bancario con il Liechtenstein. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha firmato l’intesa con Adrian Hasler, primo ministro del piccolo Paese alpino in materia di scambio di informazioni a fini fiscali. A comunicarlo è lo stesso ministero di via XX Settembre. Un altro Paese rientrerà quindi nelle white list: come nel caso della Svizzera, i cittadini italiani che detengono ancora in maniera illegale patrimoni o attività in Liechtenstein possono farli rientrare grazie alla voluntary disclosure, cioè una procedura di regolarizzazione a condizioni più favorevoli.

Il testo firmato dai due ministri (Hasler ha anche la delega alle Finanze) si basa sul modello dell’Ocse denominato Tiea (Tax Information Exchange Agreement), per cui lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire all’altro la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali. Inoltre, Padoan e Hasler hanno firmato un Protocollo aggiuntivo che disciplina le richieste di gruppo. Questo secondo accordo consentirà di presentare richieste su comportamenti che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni detenuti irregolarmente in Liechtenstein.

Tuttavia, con una Dichiarazione congiunta di carattere politico, i rappresentanti dei due Paesi hanno annunciato l’applicazione dello scambio automatico di informazioni sulla base dello standard globale Ocse dal 2017. Come nell’intesa con la Svizzera quindi, anche in questo caso gli effetti dell’accordo e del protocollo partiranno tra due anni. La firma, che era stata annunciata da Padoan lo scorso 23 febbraio, rientra in un programma del governo relativo alla lotta all’evasione che proseguirà con un accordo simile con il Principato di Monaco.

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