L’oleodotto che attraversa per 1.900 km il continente americano non s’ha da fare. Barack Obama ha posto il veto alla legge che autorizza la costruzione del controverso oleodotto Keystone Xl, progettato per trasportare le sabbie bituminose estratte in Canada fino al Golfo del Messico. “Poche leggi sono state approvate con tanta fanfara per morire così in fretta”, scrive oggi il Washington Post, sottolineando che è solo la terza volta che Obama pone il veto ad una legge durante la sua presidenza. Il veto, continua il giornale “espone la nuova realtà” cui si deve confrontare il presidente: “il controllo repubblicano del Congresso lo costringerà ora ad affrontare direttamente le critiche” e ha “spiegare la sua posizione al pubblico americano”.

Il veto, che Obama ha firmato poche ore dopo l’arrivo delle legge sul suo tavolo, era ampiamente previsto. Il capo della Casa Bianca ha sempre detto che spetta al governo decidere sull’oleodotto, in quanto attraversa una frontiera e incide sugli interessi nazionali. Il progetto, avversato dagli ambientalisti e in discussione da oltre cinque anni, prevede la costruzione di un oleodotto di 1900 chilometri per trasportare bitume dal Canada e trasformarlo in petrolio nelle raffinerie del Texas.

Il partito repubblicano, che ora controlla i due rami del Congresso, ha fatto di Keystone una delle sue principali battaglie politiche, spingendo per la sua approvazione malgrado la certezza del veto di Obama. Secondo i suoi sostenitori, fra cui vi sono anche dei democratici, l’oleodotto porterà 40mila nuovi posti di lavoro. Il presidente della Camera, John Boehner, ha definito il veto “una vergogna nazionale” accusando Obama di farsi influenzare da “ecologisti estremisti“.

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