“L’unico collega che mi ha chiamato è stato Morgan De Sanctis, gli altri a distanza, quando gli si chiede un parere sulla nostra situazione, esprimono solidarietà, ma nei fatti nessuno si è fatto vivo a parte Morgan. Bisognerebbe capire che ciò che è successo a noi, in un calcio malato come quello italiano, può accadere a chiunque”. Amarezza e rabbia nelle parole a Tele Radio Stereo di Alessandro Lucarelli, il capitano di un Parma sempre più allo sbando e che vede il suo futuro appeso al filo un fallimento pilotato come unica soluzione in grado di evitare la scomparsa. Lucarelli, poi, ha espresso i suoi dubbi anche per la posizione dell’ex presidente Tommaso Ghirardi, secondo cui il suo Parma non aveva debiti.

 

Nel frattempo, è slittato a domani l’incontro decisivo tra il sindaco Federico Pizzarotti e l’attuale presidente Giampiero Manenti. Un faccia a faccia di fondamentale importanza per il futuro prossimo del club ducale. Non è un mistero, infatti, che l’obiettivo di chi vuole salvare la società è quello di convincere Manenti a portare i libri in tribunale per accelerare le procedure di fallimento (la data fissata dal Tribunale di Parma è e rimane quella del 19 marzo). “Domani è la giornata decisiva – ha detto Lucarelli, che come i suoi compagni e tutti i dipendenti del club crociato non percepisce stipendi da oltre otto mesi – Si capisce se si fa sul serio o se diventa doveroso portare i libri in tribunale. Noi dobbiamo sentirci tutelati, quindi chi oggi come la Lega, la Federcalcio, anche tramite Lotito, si avvicina a noi, deve farci capire se c’è voglia di aiutarci – ha aggiunto l’esperto difensore livornese – Ci auguriamo di poter finire il campionato, ma vigileremo su come le autorità calcistiche si stanno muovendo. Noi ci stiamo comportando in modo serio. Vorremmo che il mondo del calcio facesse altrettanto”.

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