Cassano al Bari, ora si può davvero. Il calciomercato si è chiuso senza che nessuna grande si interessasse a Fantantonio. Gli svincolati hanno ancora tutto febbraio per firmare un contratto, ma con la chiusura delle liste Uefa si riducono al minimo le possibilità di un passaggio all’Inter (l’unica pista realmente concreta delle ultime ore). E allora rivedere il talento di Bari Vecchia in biancorosso non è più un’utopia: ci sarebbe anche l’intesa economica con la società del presidente Paparesta, sulla base di un contratto da un anno e mezzo, con diritto d’opzione fino al 2017. Manca solo il sì definitivo per quella che sarebbe una scelta di vita, e per cui il giocatore si è preso ancora qualche giorno di tempo. “In questo momento la cosa importante è lasciare l’uomo e la sua famiglia decidere con serenità e valutare se tornare a Bari, con tutto quello che porta. Questa non è una città qualsiasi per un giocatore come Cassano”, ha spiegato il presidente Paparesta.

La proposta c’è, e riporterebbe Cassano al centro di un progetto tecnico e commerciale. Quello che lui ha sempre voluto sentirsi, la condizione in cui ha reso meglio in carriera. Certo, il prezzo da pagare è abbastanza caro: a soli 32 anni, con ancora almeno due stagioni ad alto livello, Cassano dovrà scendere di categoria. In Serie B, dove non ha mai giocato, nemmeno agli esordi della carriera, quando proprio con la maglia del Bari il suo mentore, Eugenio Fascetti, l’aveva catapultato dalla Primavera al grande palcoscenico della Serie A, che lui si era immediatamente preso con il famoso gol all’Inter in una notte di Natale. Da quel 18 dicembre del 1999 sono passati 15 anni. In mezzo tanti trasferimenti e maglie diverse, mille “cassanate” ed altrettante rinascite: dalle fiammate con la Roma al letargo del Real Madrid, dalle imprese con la Sampdoria all’approdo al Milan e all’Inter, fino ai gol col Parma per conquistarsi la convocazione al primo Mondiale in Brasile la scorsa estate.

In tutto questo tempo Bari non è stata propriamente al centro dei suoi pensieri. Cassano ha sempre definito Genova la sua vera casa, un po’ per le grandi stagioni vissute con la maglia della Samp, un po’ per il matrimonio con la pallanuotista Carolina Marcialis. Poche parole su Bari e sulla Bari, tanto da guadagnarsi un po’ la fama dell’ingrato nel capoluogo pugliese. L’anno scorso un piccolo riavvicinamento, con il giocatore che aveva partecipato alla campagna virale Compra la Bari, quando il club biancorosso era sull’orlo del fallimento. Adesso, però, Fantantonio può davvero tornare dove tutto è cominciato. Ha davanti una grande sfida: riportare il Galletto in Serie A, per diventare re e santo della sua città, dove il pallone è vissuto come passione quasi mistica. In caso di fallimento sarebbe bersaglio facile per una curva che non gli ha mai perdonato il lungo distacco, calcistico ed emotivo. Ma a Cassano le grandi sfide sono sempre piaciute. E spesso riuscite.

Il trasferimento in Puglia sarebbe una scelta di cuore, per chi nella vita ha sempre dato grande importanza ai soldi e non si è mai vergognato di farlo. “Ero povero, e non ho mai lavorato perché non so fare nulla. A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8 per andare a pari”, aveva scritto nella sua biografia. Per vestire in biancorosso rinuncerebbe ai milioni offerti dagli sceicchi o dagli americani. “Ma io negli Stati Uniti o a Dubai ci andrò 40 anni, non ora”, ha detto. Forse sarebbe una scelta anche un po’ di convenienza, perché le alternative scarseggiano. In Serie A le grandi piazze sono ormai “bruciate”: impossibile il ritorno alla Roma e al Milan, con l’universo juventino non c’è mai stato feeling. Rimaneva l’Inter, ma Mancini sembra aver scartato questa opzione. E allora alla fine meglio Bari, piuttosto che una piccola squadra qualsiasi in Serie A. Cassano torna a casa, forse. Al San Nicola, dove il suo talento si è manifestato al mondo. E Bari già sogna un nuovo miracolo calcistico, dopo la meravigliosa stagione fallimentare dello scorso anno. Magari questa volta a lieto fine.

Twitter: @lVendemiale

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