“È una vergogna. Gli abbonamenti e i biglietti aumentano e gli autobus non camminano”. Dal 16 gennaio a Reggio Calabria è stato interrotto il servizio di trasporto pubblico, perché i mezzi dell’Atam non hanno l’assicurazione scaduta il 31 dicembre. Finiti i 15 giorni di copertura garantiti dalla precedente polizza, gli autobus e gli scuolabus sono rimasti al deposito. La società per azioni, le cui quote sono del Comune di Reggio Calabria, da alcuni anni versa in condizioni economiche disastrose. La Procura ha chiesto il fallimento e i dipendenti devono ancora percepire 4 mesi di stipendi arretrati. “Stiamo pagando decine di anni di favoritismi. L’azienda – spiega un dipendente – è stata da sempre un serbatoio di voti e nascondiglio per gli amici dei politici venuti qui a non fare nulla”. E c’è chi spiega che i problemi sono anche per i dipendenti: “Renzi ci aveva dato gli 80 euro e, con i contratti di solidarietà, l’azienda ce ne ha tolti 130 con l’appoggio dei sindacati”. Intanto l’amministratore unico dell’Atam Antonino Gatto spiega: “Ci siamo rivolti a tutte le assicurazioni che ci sono in Italia”. Gatto si scaglia con i suoi predecessori. Il riferimento è a Demetrio Arena, ex sindaco di Reggio Calabria, oggi indagato per la bancarotta dell’Atam e per l’omesso versamento degli oneri contributivi ai dipendenti. “Quest’anno – continua Gatto – chiudiamo il bilancio con circa 27 milioni di euro di perdita e 30 milioni di euro di debiti. È un miracolo non che ci sia il disservizio, ma che ci sia ancora un minimo di servizio ancora garantito”  di Lucio Musolino

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