La Corte dei Conti ha condannato Giuliano Soria a pagare 6 milioni e 200 mila euro per le irregolarità connesse nella gestione dei fondi del premio letterario Grinzane Cavour di cui era presidente. La sentenza è stata depositata in questi giorni. Soria è anche imputato nel processo d’appello che riprenderà in questi giorni a Torino.

Nel marzo scorso, Soria è stato condannato a 14 anni e sei mesi per uso illecito di finanziamenti pubblici nella gestione del premio letterario e per maltrattamenti a un maggiordomo. Nello stesso processo sono stati condannati il fratello Angelo, ex dirigente della Regione Piemonte, a cui sono stati inflitti 7 anni, mentre per il cuoco Bruno Libralon, chiamato in causa per l’attività della scuola internazionale di chef Icif, la pena è stata di 2 anni e 10 mesi.

“Soria disponeva dei beni della ‘sua’ associazione in modo del tutto arbitrario, attingendo a piacimento dalle somme reperite con tanta abbondanza e facilità dal Premio Grinzane per mantenere un tenore di vita a dir poco sontuoso – si legge nella sentenza della Corte dei Conti, redatta dal giudice Luigi Gili – Non poteva ignorare che con la sua condotta stava erogando all’associazione privata gestita da suo fratello somme pubbliche, oltre che in violazione del dovere di astensione e in assenza di qualsiasi possibilità di riscontrarne l’effettivo impiego, anche in misura superiore al consentito”. Fra i convenuti c’era anche lo chef Bruno Libralon, presidente della scuola internazionale per cuochi Icif, per il quale la condanna è di 900 mila euro.

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