Un inverecondo attacco alla democrazia, alla libertà di manifestazione del pensiero, ma in senso più ampio a tutti i principi fondativi di quello che ancora oggi continuiamo a chiamare Stato Democratico, ecco quello che è avvenuto a Parigi, e nulla può giustificare una tale esecrabile violenza!

Ma c’è un dato in più, sul quale fino ad ora non ho sentito nessuno veramente interrogarsi: l’odio strisciante e perenne tra Francia e Algeria, al di là della c.d. guerra di religione, ceneri mai spente. Quanti algerini di passaporto francese di seconda o terza generazione hanno tra i loro parenti vittime dell’eccidio del 17 ottobre 1961 quando oltre cento algerini che manifestavano pacificamente a Parigi furono uccisi dalla polizia a colpi di bastone e gettati vivi nella Senna ed altri impiccati nei boschi? Ma la rabbia, mai spenta, del popolo algerino contro i francesi continua anche dalla battaglia di Algeri del 30 settembre 1956 (ben rappresentata nel film di Gillo Pontecorvo) e dalla repressione e torture degli uomini del Generale Massu, il quale soltanto nel 2000 se ne pentirà.

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