“Per mio cognato sarebbe stato l’ultimo viaggio”. A parlare è Enzo Spina, cognato di Carmine Balzano, 57 anni, camionista napoletano, una delle tre presunte vittime italiane della tragedia del Norman Atlantic. Spina è a Bari con i fratelli di Balzano. “Ci hanno mostrato le fotografie dei corpi – raccontano i familiari – e per gli altri due, Michele Liccardo (32 anni) e Giovanni Rinaldi (34), hanno fatto il riconoscimento. Noi però abbiamo dei dubbi sulla foto che ritrarrebbe Carmine. Il corpo non era riconoscibile. Sembrava avesse una catenina con un crocefisso, ma lui non ne porta. Aspettiamo la salma e poi avremo la certezza”. Il corpo, quando arriverà a terra, sarà portato all’istituto di medicina legale del capoluogo pugliese. Balzano era alla guida di un camion carico di pesce e prodotti ittici dalla Grecia. “Il giorno della vigilia di Natale lui e altri tre colleghi hanno imbarcato i camion a Bari e sono poi tornati a casa a Napoli. Dopo alcuni giorni sono andati in aereo in Grecia per riprendere i carichi e tornare. Tre di loro hanno perso il traghetto per Brindisi e hanno preso quello successivo che arrivava ad Ancona. Per mio cognato sarebbe stato l’ultimo viaggio. Quando sono saliti sulla scialuppa hanno chiamato. Carmine ha parlato con la moglie, mia sorella, e le ha detto dell’incendio e che loro si erano messi in salvo. Poi è andata come è andata”  di Tiziana Colluto

→  Sostieni l’informazione libera: Abbonati rinnova il tuo abbonamento al Fatto Quotidiano

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Norman Atlantic, naufraga: “Sulla scialuppa 50 persone invece di 150. Nessuno coordinava i soccorsi”

next
Articolo Successivo

Norman Atlantic, il relitto fumante al termine dei soccorsi. Le immagini dall’alto

next