Mafia Capitale non è solo appalti, campi rom, soldi e tangenti, ma da qualche giorno quotidiani e settimanali fanno a gara a chi pubblica per primo il prossimo vip che apparirà nelle carte in mano agli investigatori. È un gioco al massacro dove perdono sia i cittadini, perché l’attenzione si sposta su fattori minori di tutta l’inchiesta, sia gli stessi personaggi pubblici che vedono pubblicate informazioni che per ora non sono oggetto d’indagine. Con i nomi di Belen, De Rossi, Gigi D’Alessio, Mammucari, si va dritto verso questa strada, alimentando l’indignazione e la divisione tra chi li difende – pochi per adesso – e chi li attacca, ma perdendo di vista l’obiettivo finale di tutta l’inchiesta, perché, diciamoci la verità, del doping di Teo Mammucari e del desiderio di “diventare Hulk” interessa poco, ma veramente molto poco.

Si passa così dalla complessità delle indagini e degli intrecci delle relazioni tra politici, imprenditori e malavitosi a fatti semplici da raccontare che fanno presa su tutti: Belen è andata a dormire con il marito Stefano a casa del boss Giovanni De Carlo, il vicecapitano della Roma Daniele De Rossi l’ha chiamato dopo una lite in discoteca e così via. Per i giornali di gossip può andare anche bene, ma ai fini dell’indagine il solo conoscere una persona che fa affari loschi non è mai stato giudicato come concorso esterno in associazione mafiosa. Su questo campo i giornali stanno solo pubblicando dettagli poco utili a capire il sistema mafioso romano.

Con ciò non si vuole sminuire la potenza della mafia a Roma, né tantomeno negare o cercare di ridurre la forza che il clan avesse su personaggi importanti dello spettacolo.  Può essere importante, però, capire che le foto di Belen, De Rossi e Teo Mammucari con titoli fuorvianti su ipotesi di accostamento con Mafia Capitale hanno aiutato telegiornali, siti d’informazione e blog ad aumentare l’audience e a dare qualcosa di facile da capire a telespettatori e lettori.

Dall’altra parte a perdere la faccia – almeno in parte e forse per un breve periodo – sono i vip che, in buona o mala fede, hanno intrattenuto rapporti con chi ha comandato per molti anni a Roma. Però mi domando: quanto è giusto pubblicare i loro volti accanto a quello di Giovanni De Carlo? Quanto è giusto sapere che De Rossi e Benatia hanno avuto discussioni in discoteca e per paura di ritorsioni hanno chiamato il famoso “Giovannone”?

Ripeto, in questo momento delle indagini i dettagli dei vip non risultano essere importanti. Se questi personaggi non sono indagati e le situazioni descritte non rientrano nelle attività illecite oggetto delle indagini su Mafia Capitale, perché non essere chiari e ridimensionare i legami?

Twitter: @carlovalentino2

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