Protesta di educatori e e insegnanti in Campidoglio contro il sindaco Marino. Gli asili nido e le scuole d’infanzia sono in rivolta per il riordino e il contratto decentrato che entrerà in vigore il 1 dicembre, imposto dal Comune di Roma. “Non ci saranno più supplenze per il primo giorno di malattia e il personale di ruolo dovrà lavorare più ore e coprire le altre sezioni, con problemi seri di sicurezza per i bambini, non saremo più educatori ma sorveglianti” afferma un’educatrice di un asilo nido. “Il rapporto di un insegnante e sei bambini verrà stravolto, in barba alle legge regionale, avremo classi corpose da gestire a discapito della qualità” sostiene una maestra d’infanzia. “Noi non faremo più supplenze andremo a casa, e Marino in campagna elettorale parlava di buona scuola e centralità del bambino, così la distrugge” aggiungono due giovani insegnanti precarie. “Il sindaco taglia la scuola e lo stipendio a ventiquattro mila dipendenti, ma poi assume nuovi dirigenti, consulenti e collaboratori, questo è grave, un insulto a tutti noi” dicono i manifestanti di Irene Buscemi

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Precari scuola, avvocati: “Vittoria, ma la parola passa ai giudici italiani”

prev
Articolo Successivo

Scuole Sicure, fondi bloccati. Sindaco dell’Ascolano: “Andiamo da Renzi”

next