“Anche quando ho saputo che il tifoso ferito era mio figlio, invece dell’odio ho provato amore, un amore per i giovani e la voglia di diffondere il mio messaggio, quello della non violenza”. Queste le parole di Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito il tifoso ucciso del Napoli a Roma durante gli scontri avvenuti prima della gara di Coppa Italia. A distanza di sei mesi da quel tragico pomeriggio, Antonella Leardi ricorda quei momenti, ci racconta dell’amore per lo sport di suo figlio Ciro e del suo impegno “affinché non ci siano più vittime innocenti e morti inutili perché – spiega – il calcio è amore e di amore si deve vivere, non si può morire. Mio figlio è stato ucciso da un ‘terrorista’ non da un tifoso”. La mamma di Ciro Esposito parla di un atto terroristico, una violenza gratuita che con lo sport non c’entra nulla. Intanto in occasione della partita Napoli-Roma di domani è stato lanciato un appello al capitano dei giallorossi affinché accompagni al cimitero Antonella Leardi per onorare la tomba di Ciro e dare un segnale forte alle tifoserie. “Ognuno è libero di fare ciò che ritiene opportuno – conclude – certo che sarebbe un bel gesto” di Fabio Capasso

 

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