Dopo la decapitazione dei reporter americani James Foley e Steven Sotloff, e quella del cooperante scozzese David Haines, adesso si teme per la vita del quarto ostaggio nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, il britannico Alan Henning. L’uomo viene mostrato come un trofeo nei frame finali del video “Un messaggio agli alleati dell’America”, nel quale va in scena l’esecuzione di Haines.

Anche lui, come gli altri ostaggi uccisi precedentemente, appare con le mani legate dietro la schiena, con indosso l’ormai macabra divisa arancione che richiama i prigionieri di Guantanamo e sotto la minaccia del coltello impugnato dal boia. Hanning morirà, dichiara il terrorista, se il premier David Cameron continuerà ad appoggiare gli Stati Uniti nella battaglia contro lo stato islamico.

Ma chi è Hanning? Su di lui si hanno poche informazioni. Si sa che è originario di Manchester e che come Haines è un cooperante partito dalla Gran Bretagna per aiutare i profughi siriani vittime del conflitto che insanguina il Paese. Impegnato con una Ong islamica che ha base nel Regno Unito, Henning venne catturato dall’Isis in Siria a Natale dell’anno scorso.

Da allora, secondo le informazioni disponibili, sarebbe stato portato ad al-Dana, la prigione dello Stato islamico, nei pressi di Aleppo. In seguito, Henning sarebbe stato trasferito a Raqqa, la ‘capitale’ dei territori controllati dai jihadisti in Siria e Iraq. Poi un vuoto. Fino alla diffusione del nuovo video.

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