E’ morta a Roma Franca Falcucci, prima donna a ricoprire la carica di ministro della Pubblica Istruzione. La Falcucci, democristiana, guidò il ministero dal 1982 al 1987 durante i governi Fanfani V, Craxi I e II e Fanfani VI. L’ex sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha dato la notizia della scomparsa: “Si devono a lei importanti iniziative in campo scolastico specialmente per quanto riguarda la piena integrazione dei disabili. Vice segretario della Democrazia cristiana ai tempi della segreteria Fanfani. e’ stata attivissima dirigente nell’organizzazione europea delle donne democratico cristiane”. 

Nata a Roma nel 1926, insegnante prima e senatrice poi, nel 1975 firmò uno dei primi documenti per un impegno all’inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità. Una relazione che sarà fondamento per la legge del 1977 per un nuovo approccio degli studenti portatori di handicap, un elaborato di concezione avanzata a livello internazionale per un nuovo modo di progettare la scuola: “Si dovrebbe giungere ad allargare il concetto di apprendimento – si legge – affinché, accanto ai livelli di intelligenza logica-astrattiva, venga considerata anche l’intelligenza sensorio-motrice e pratica e siano soprattutto tenuti presenti i processi di socializzazione”. La scuola, scriveva,  “proprio perché deve rapportare l’azione educativa alle potenzialità di ogni allievo, appare la struttura più appropriata per far superare le condizioni di emarginazione in cui altrimenti sarebbero condannati i bambini handicappati”.
Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia per il “primo ministro dell’Istruzione donna. Voglio ricordare la sua pionieristica battaglia per rendere la scuola italiana più inclusiva e attenta ai bisogni educativi speciali”. 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Vita in carcere, lontane da femminilità e autostima: i trucchi delle detenute

prev
Articolo Successivo

Loulou de la Falaise: un libro fotografico celebra l’eclettica musa di Saint Laurent

next