Due Tornado dell’Aeronautica militare appartenenti al sesto Stormo si sono schiantati nei cieli sopra Ascoli Piceno e alcuni Comuni limitrofi nel pomeriggio del 19 agosto. A bordo quattro militari, due piloti e due tecnici, che si erano levati in volo dalla base militare di Ghedi (Brescia) per una missione di addestramento in vista di un’esercitazione Nato in autunno e sarebbero dovuti tornare alla base in serata. Alla centrale operativa dell’Aeronautica è arrivato un segnale radio che conferma l’attivazione del sistema di espulsione dei seggiolini dell’equipaggio e poco fa è stato trovato un paracadute arancione a Casamurana, una delle località vicina al luogo dove i due velivoli sono precipitati.

Il momento dello scontro in un fotogramma trasmesso dal Tg1

 

Le testimonianze – Secondo il racconto di diverse persone sul posto i due caccia volavano molto bassi. “Stavo lavorando al computer nella mia casa ad Ascoli Piceno, quando ho sentito passare un aereo sopra di me – racconta un testimone all’Ansa – Mi sono affacciato alla finestra e pochi secondi dopo, all’incirca dalla direzione opposta, ho visto giungere un altro caccia. Ho visto i due velivoli scontrarsi e l’esplosione”. I primi centri abitati si trovano a circa 800-1000 metri di distanza in linea d’aria dal luogo dell’incidente. “Abbiamo sentito un fortissimo boato e quando abbiamo alzato gli occhi al cielo abbiamo visto dei pezzi di aereo che cadevano” dice una testimone che vive a Roccafluvione all’Adnkronos.

La zona collinare in cui sono caduti gli aerei – a meno di 30 chilometri da Ascoli Piceno, tra i comuni di Venarotta e di Gimigliano – è andata a fuoco. Secondo la Forestale i focolai sono 5. A dare l’allarme sono stati alcuni gruppi di volontari che svolgono attività antincendio nella zona. I vigili del fuoco finora avrebbero solo individuato pezzi di ala, un motore e di altre parti dei velivoli e stanno cercando di circoscrivere l’incendio che si sta estendendo verso una zona abitata. Tranciata anche la linea elettrica.  

 

Le reazioni – Le forze politiche chiedono chiarimenti al ministero della Difesa. “Sia fatta immediata chiarezza sullo scontro tra i due caccia tornado e sulla presunta esercitazione in corso al momento dell’incidente – dichiara Dario Ginefra (Pd) – e, auspicata l’incolumità dei militari coinvolti e di eventuali civili residenti nell’area dove sono precipitati i velivoli, immediatamente accertata ogni eventuale responsabilità. Sono certo che il ministro Pinotti sarà la prima a voler chiarire l’accaduto e a voler spiegare perché – se confermate le voci dell’esercitazione – questa sarebbe avvenuta in prossimità di aree abitate e non sul vicino mare adriatico”. Anche il Movimento Cinque Stelle ha già chiesto al ministro della Difesa Roberta Pinotti di riferire in Parlamento. Intanto a Ginefra risponde il sottosegretario Domenico Rossi: “E’ assurdo che in un momento in cui ci sono quattro militari dispersi non si perda l’occasione per fare polemica intorno alle Forze Armate”. Rossi definisce la richiesta di Ginefra “davvero strumentale”. “Quello che adesso ci preme – prosegue il sottosegretario – è l’incolumità dei quattro piloti dispersi. Il resto lo vedremo nelle inchieste che sono già in corso e nelle scatole nere che sapranno dirci realmente come sono andate le cose, fermo restando che non appena si avranno notizie certe, queste saranno rese pubbliche”.

(ha collaborato Andrea Tornago)

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Aeroporti Puglia, causa a ex ad: 576mila euro in bodyguard non autorizzati

prev
Articolo Successivo

Tornado, ritrovati i corpi di due dei quattro piloti. Pinotti: “Velivoli erano efficienti”

next