Due sono ancora dispersi, ma i corpi carbonizzati degli altri due piloti che viaggiavano a bordo dei due Tornado schiantatisi ieri in volo nei cieli sopra Ascoli sono stati rinvenuti. I resti, non ancora riconosciuti, saranno trasferiti nell’obitorio dell’ospedale della città marchigiana e le parti d’aereo, disperse in una vasta area e finora raccolte dalle squadre impegnate nelle ricerche, portate in un capannone messo a disposizione da un privato. “Purtroppo, in mattinata, sono stati ritrovati i corpi esanimi di due membri degli equipaggi, mentre stiamo attivamente cercando i due che risultano ancora dispersi”, ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti all’inizio del suo intervento davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Nel primo pomeriggio sembrava fosse stato ritrovato il terzo cadavere, ma la notizia è stata smentita dal procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Michele Renzo. “Sono stati ritrovati resti umani in tre punti diversi della zona dell’incidente tra i due tornado. La loro posizione fa pensare che siano riferibili a due persone”, ha detto. Uno dei due, in particolare, avrebbe delle unghie coperte di smalto.

Pinotti, nel corso del suo intervento, ha specificato che i due velivoli erano “efficienti” e che l’incidente è avvenuto mentre gli equipaggi, “nel pieno rispetto dei previsti standard di sicurezza”, erano impegnati in voli di addestramento. Intanto le squadre di ricerca hanno ritrovato a Casamurana, una delle zone i cui si sono dispersi i pezzi dei due Tornado, due caschi e un seggiolino non ‘armato’, ovvero non pronto per essere eiettato. Secondo voci non confermate, il secondo corpo trovato sarebbe quello della donna. Il primo, invece, è di un uomo.

“Standard di sicurezza rispettati a bordo” – Pinotti ha precisato che sulle modalità dell’incidente “è stata avviata dalla Difesa una apposita inchiesta tecnica aeronautica che si affianca a quella svolta dalla magistratura”. I velivoli, ha ribadito il ministro, erano “efficienti e dalle prime evidenze l’evento appare riconducibile ad una collisione in volo fra i due tornado le cui cause al momento non sono note ma che potranno essere più chiare una volta che la commissione tecnica avrà analizzato i tracciati e visionato i dati provenienti dall’apparato di registrazione dati di bordo, la scatola nera“. “Sono vicina all’Aeronautica – ha aggiunto il ministro – che vive questo tristissimo momento di lutto condiviso da tutte le Forze Armate, proprio in un momento in cui essa ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nelle missioni internazionali dell’Italia e, in particolare, in quella che è attualmente in corso in Iraq in un ambiente operativo caratterizzato da una situazione di rischio comunque non trascurabile e di cui mi accingo ad illustrare gli elementi di rilievo”. 

Le ricerche, ha proseguito, “che erano iniziate subito dopo l’incidente sono tuttora in corso da parte di elicotteri del soccorso aereo, da un velivolo a pilotaggio remoto e dal personale sul terreno coordinato dalla Prefettura, per individuare i piloti ed i navigatori“. Uomini che, ha aggiunto il ministro, sono tutti “di provata esperienza in campo nazionale ed internazionale con all’attivo numerose ore di volo sul velivolo Tornado”. “Purtroppo il tempo in questi casi non gioca a favore ma si continuerà ininterrottamente a perlustrare il terreno, particolarmente impervio e reso ancora più difficile a causa dei focolai di incendio che si sono sviluppati, per trovarli”.

I resti dei piloti – I resti del primo corpo, ritrovato nella zona di Tronzano, appartengono a un uomo. Secondo quanto riferito da fonti della polizia locale, sembra che fossero rimasti nella fusoliera di uno dei due caccia. Il corpo ritrovato era in una zona scoscesa a un chilometro circa dall’abitato, dov’era anche il badge di plastica semiliquefatto di uno dei piloti. “Escludiamo che i piloti dispersi a seguito dell’incidente aereo siano ancora vivi”, ha detto all’Agi un ufficiale dei carabinieri del comando provinciale di Ascoli Piceno. “Continuiamo le ricerche su una vasta area, che è ancora interessata da focolai di incendi – prosegue l’ufficiale – ma è molto difficile che si possano ritrovare nella zona devastata dalle fiamme, ancora in vita”. 

L’Aeronautica definisce Alessandro Dotto e Giuseppe Palminteri, rispettivamente pilota e navigatore del primo velivolo, e Mariangela Valentini e Paolo Piero Franzese, pilota e navigatore del secondo velivolo “piloti esperti, capitani”. L’impatto fra i due caccia è stato ortogonale, e i due aerei si sono scontrati perpendicolarmente mentre percorrevano una delle aerovie a disposizione per raggiungere il luogo di un’esercitazione. La commissione dell’Ispettorato sicurezza al volo è al lavoro per accertare le cause dell’incidente. Non ha avuto però conferme la notizia del ritrovamento dei resti di un paracadute arancione, che aveva alimentato le speranze di trovare vivo almeno uno dei piloti. Si sarebbe trattato solo dei resti di un salvagente. Intanto i vigili del fuoco hanno rinvenuto diversi componenti di uno o di entrambi gli aerei, tutti concentrati nell’area di Casamurana.

Le inchieste – La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un’inchiesta per l’ipotesi di reato di disastro aereo colposo. Il procuratore capo Michele Renzo l’ha affidata al sostituto Umberto Monti, che ieri notte ha tenuto una riunione in Procura con tutti i soggetti impegnati nelle operazioni di ricerca dei piloti scomparsi. Un summit servito anche per stabilire con chiarezza che la competenza sulle operazioni di ricerca e sulle indagini è della magistratura ascolana, che avrà il supporto e l’ausilio di tutte le forze impegnate sul campo, comprese quelle militari. Ad aprire un’inchiesta anche la procura militare di Verona. Il procuratore militare, Luca Sergio, ha spiegato che “una legge specifica prevede che l’inchiesta sia affidata alla Procura territorialmente competente dove sono di stanza i militari ed i beni coinvolti nell’indagine. In questo caso gli equipaggi erano in campo alla base di Ghedi (Brescia), che ricade sulla competenza del Tribunale militare di Verona“. Sergio ha poi ricordato che “un’inchiesta viene aperta d’ufficio ogniqualvolta si verifichino incidenti con danni a mezzi militari, in questo caso si tratta di due aerei molto costosi. Oltre naturalmente al grave lutto per la perdita dei quattro componenti degli equipaggi”.

Scatole nere ancora disperse – I resti dei due velivoli sono sparsi in un’area abbastanza vasta, fra le frazioni di Tronzano, Casamurana e Poggio Anzù. Le squadre miste che stanno facendo le ricerche hanno rinvenuto diversi componenti, tra cui una tanica, oltre a mappe nautiche e documenti di bordo. Le scatole nere, fino a questo momento, non sono state trovate. L’area è stata sorvolata nel corso della giornata da diversi mezzi aerei, tra cui elicotteri e un drone dell’Aeronautica e altro velivoli che dall’alto stanno effettuando dei lanci di schiuma per spegnere i focolai ancora attivi. Sul posto anche le squadre di soccorso alpino della Guardia di finanza specializzate in ricerca con il gps. Prosegue, nel frattempo, l’azione della commissione d’inchiesta nominata dalla Forza Armata per fare luce sull’accaduto. Già nel pomeriggio di ieri un team di esperti della Sicurezza del Volo aveva raggiunto il luogo dell’incidente per i primi rilievi ed i coordinamenti con le forze di intervento coinvolte.