Sono centinaia gli chef italiani sparsi per il pianeta. Nell’ultima settimana di luglio, fino a domenica 27, si riuniscono virtualmente in una sorta di marcia di avvicinamento che li porterà, a maggio 2015, all’attesa esposizione universale che si svolgerà a Milano. La kermesse internazionale si chiama “La cucina italiana nel mondo verso l’Expo 2015”. Da New York a Shangai, da Mosca a Tokyo, i cuochi originari del Bel Paese a capo dei ristoranti del globo parteciperanno alla manifestazione promossa e organizzata da InformaCibo, col patrocinio di Expo 2015 e in collaborazione, fra gli altri, con il Consorzio del Prosciutto di Parma e quello del Parmigiano Reggiano.

«È un tour gastronomico che promuove i prodotti dell’agroalimentare italiano e nello stesso tempo mette in risalto la creatività degli chef tricolori che lavorano in Italia e all’estero – spiega Donato Troiano, direttore di InformaCibo – Ma quest’anno si aggiunge l’ambizione di fare da apripista all’Expo 2015 esaltando con le ricette di grandi chef, storia, tradizione, autenticità, qualità e sostenibilità del cibo». I cuochi si esibiranno interpretando cinque tipologie di piatti: “Il territorio in cucina” (si parte dal Parmigiano Reggiano e, da qui, via libera alla fantasia), “Il Panino del Re” (con Prosciutto di Parma e non solo), “Dolce Italia” (a partire da prodotti Fabbri 1905), “Il Gelato nel Piatto con i prodotti Dop” e infine, immancabili, le “Cucine regionali”.

Tavole imbandite anche a Hong Kong, Shangai, Pechino, Ankara, Seoul, per citare qualcuna delle località che saranno unite fra loro, in questa settimana d’estate, in un’unica virtuale tavolata all’insegna della gastronomia italiana. Per l’iniziativa InformaCibo si avvale anche della collaborazione del Cim – Chef italiani nel mondo: sono 3500 e lavorano in oltre 70 Paesi, di Ciao Italia Ristoranti italiani nel mondo e dell’Unione italiana ristoratori.

www.puntarellarossa.it

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Vino, la scommessa francese per il futuro in Etiopia

prev
Articolo Successivo

E se la pasta alla carbonara l’avessero inventata gli americani?

next