Una mossa astuta, quella di aggiungere due porte alla classica Mini. E qualcosa di simile farà nel giro di due anni la Fiat con la 500 a cinque porte, chiamata a sostituire l’attuale Punto. Addio contorsionismi per chi siede dietro, dunque: le due inedite versioni permetteranno ai costruttori di aggirare uno dei limiti maggiori delle “piccole trendy” come 500, Mini, ma anche Opel Adam e Citroën DS3, e di allargare il pubblico di questi modelli ad alto margine di guadagno anche alle famiglie con bambini.

Sulla Mini, grazie alla nuova piattaforma modulare Ukl, i tecnici tedeschi hanno potuto allungare di 7 centimetri il passo per rendere più comodo il viaggio sul divanetto posteriore, e di altri 9 la coda per ingrandire il bagagliaio, che ora misura 67 litri in più (per un totale di 278). Per il resto, la Mini a 5 porte condivide tutto con la terza generazione del modello, in vendita da qualche mese, compresi i nuovi motori a tre cilindri – tutti Euro 6 – delle Cooper e Cooper D, rispettivamente da 136 e 116 CV, cui in autunno si aggiungeranno anche le unità meno potenti della Mini One.

L’evoluzione del marchio Mini, però, non sembra fermarsi qui. Al Concorso d’Elenganza di Villa d’Este, un paio di weekend fa, il marchio ha presentato una concept car chiamata “Mini Superleggera Vision” (nella foto sotto): si tratta di una bella due posti scoperta dal sapore rétro, disegnata dalla carrozzeria Touring Superleggera di Milano. Secondo Automotive News Europe, quello che finora è stato definito soltanto come uno studio avrebbe buone possibilità di entrare davvero in produzione, ad un prezzo intorno ai 35.000 euro, per sostituire due modelli (le Mini Coupé e Roadster) dallo scarso successo commerciale, che presto usciranno di produzione. L’obiettivo (non dichiarato) della Mini è raggiungere il mezzo milione di unità vendute nel mondo entro la fine del decennio, partendo dalle circa 300 mila del 2013. La 3 e la 5 porte, insieme alle nuove generazioni della “station wagon” Clubman (attesa nel 2015) e della Suv Countryman (2017) faranno i numeri, mentre alla Superleggera dovrebbe essere delegato il compito di accrescere l’appeal del marchio.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Corsi di guida sicura, ecco dove s’impara ad affrontare l’emergenza

next
Articolo Successivo

Crash test: Golf Sportsvan a cinque stelle, smacco Mégane per la Renault

next