È dagli oceani che proverranno le medicine del futuro. Stanno diventando numerosi i progetti che muovono da questa convinzione e all’avanguardia, a livello di ricerca pura e applicata, è oggi la Scozia dove opera la Scottish Association for Marine Science (Sams). Le sequenze genetiche di alcuni animali e piante marine, insieme al particolare ambiente in cui vivono, fanno pensare che sia possibile ricavare farmaci di nuova generazione come antibiotici superpotenti, si afferma in un reportage della Bbc, che cita Andrew Mogg, ricercatore della Sams. “Il mare – spiega Mogg – è un ambiente particolarmente adatto a creare novità e a testarle. È un fantastico, instancabile innovatore. Per di più è ancora poco esplorato”.

La Sams sta effettuando, tra le altre, ricerche intorno a Oban, Scozia occidentale, e sta investigando sulle potenzialità di sostanze ricavabili dalle stelle marine, efficaci nel contrastare le infiammazioni. L’associazione ha ricevuto 6 milioni di euro dall’Ue, che in totale ha dedicato a questo tipo di ricerche biologiche 145 milioni. “Con le nuove tecnologie si può fare oggi uno screening metodico di ciò che il mare può offrire e dei prodotti che se ne possono ricavare”, dice John Day, un altro ricercatore della Sams.

Già le ricerche in Scozia hanno dato buoni risultati: vicino a Culzean, ad esempio, si raccolgono le alghe che le onde riversano sulla costa per ricavarne una sostanza, il calcio alginato, ottimo per proteggere le ferite. Quella che si prospetta è una specie di corsa all’oro, ma occorre attenzione, spiegano alla Sams, perché essa, coinvolgendo grandi interessi economici, potrebbe anche innescare processi pericolosi, a partire dal danneggiamento dell’ambiente sottomarino.

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