I filmati diffusi dalla Guardia di finanza mostrano alcuni incontri in cui protagonisti dell’inchiesta sull’Esposizione universale si scambiano mazzette e prendono accordi per aggiudicarsi le opere della kermesse meneghina. E’ la “cupola” descritta dagli investigatori: manager pubblici che pilotano i bandi in cambio di “avanzamenti di carriera”. Che agiscono impunemente grazie alle “protezioni politiche” comprate a suon di mazzette. Dall’incontro fra Antonio Paris e Primo Greganti in un ristorante, fino alla consegna di una bustarella da parte dell’imprenditore Enrico Maltauro nelle mani di Sergio Cattozzo

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Trattativa Stato-mafia, pm: “Acquisire rivendicazioni della Falange armata”

next
Articolo Successivo

Expo, perché i corrotti a volte (quasi sempre) ritornano

next