C’è un capitolo inquietante che rimane ancora aperto nella indagine sulle cosiddette baby squillo dei Parioli: tra gli squallidi personaggi che cercavano soddisfazione sessuale a pagamento con prostitute bambine, chi è che chiamava dalle utenze del Consiglio di Stato?

La notizia era stata data, e con dovizia di particolari, da un noto quotidiano che ho linkato in un precedente post.

Ora le ipotesi sono due: o si tratta di un funzionario amministrativo o di un magistrato del supremo consesso amministrativo. Non dovrebbe essere difficile risalire al responsabile: le utenze cellulari sono tutte nominative e conoscibili pubblicamente tramite l’agendina pubblica, quelle fisse rispondono a singoli uffici.

In ogni caso, a mio avviso, sarebbe stato doveroso da parte del Consiglio di Stato comunicare ufficialmente gli esiti dell’indagine interna: è mai possibile che un magistrato (o un funzionario) con così scarso rigore morale resti impunito? E’ giusto che resti una macchia sulla intera categoria quando ben si sarebbe potuto indicare il singolo responsabile e prendere le dovute distanze? Davvero la privacy del “pedofilo” pagante prevale sulla commissione di un fatto di tale gravità?

Personalmente mi sarei aspettato che l’organo preposto a garantire l’integrità della azione delle categorie più rilevanti di pubblici amministratori avesse fatto almeno un comunicato ufficiale o comunicato l’inizio di azioni disciplinari. Una reazione pubblica ed una presa di distanza da parte dei magistrati amministrativi. Invece, il nulla.

Ciò che invece scuote attualmente la categoria è ben altro: sono i tagli ai super stipendi oltre i 240 mila euro, cui personalmente sono favorevolissimo, e che, se nella magistratura ordinaria coinvolge una percentuale risibile di magistrati, tra i giudici del Consiglio di Stato coinvolge una percentuale ben più rilevante.

Forse anche dalla questione etica si dovrebbe trarre spunto per la riforma di una categoria che del resto, per meno di 400 magistrati, spende circa 15 milioni di euro l’anno solo di affitto dei palazzi dorati e stuccati  in cui pochi privilegiati sono chiamati a riunione … per ben due (due!) volte a mese!  

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