“La scelta di fare l’egittologo nasce quando avevo 12 anni”. Christian Greco oggi di anni ne ha 39 e da aprile è il nuovo direttore del Museo Egizio di Torino, l’esposizione permanente sul regno dei faraoni più importante d’Europa. La sua nomina ha destato un certo interesse anche tra i non addetti ai lavori: un cervello in fuga che torna in Italia per dirigere un prestigioso polo culturale. Greco frequenta l’università tra l’Italia e l’Olanda, a Leiden dove tutt’ora insegna: “Penso che la formazione universitaria italiana mi abbia permesso di avere una carta in più rispetto ai miei colleghi olandesi”. Per il rilancio del museo torinese Greco sta allestendo una fitta rete di collaborazioni. Sono in programma già per quest’anno degli scavi, condotti dagli archeologi del museo piemontese, nell’area di Saqqara, a Sud del Cairo. Ma il giovane direttore ha le idee chiare anche sul Bel Paese: “Abbiamo pensato che il nostro patrimonio culturale fosse una spesa, u n onere di cui ci dovevamo fare carico. Invece è la nostra ricchezza”  di Cosimo Caridi

 

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