La punizione di destro e la stoccata di sinistro, divine come il suo codino. Lo spareggio per l’Europa più sentito tra Inter e Parma lo decise la classe di Roberto Baggio. Era il 23 maggio 2000 e in palio c’era l’ultimo posto per la Champions League. Un vero e proprio supplementare a campionato finito per entrare nella coppa delle grandi. Altri tempi, per entrambe. Ci sono stati nuovi incroci decisivi tra emiliani e nerazzurri, l’ultimo griffato da Zlatan Ibrahimovic valse lo scudetto alla squadra di Mancini e spinse il Parma in Serie B. Altri tempi, anche quelli.

Domani è di nuovo sfida decisiva al Tardini, dove l’Inter non è mai più riuscita a vincere da quel 18 maggio 2008. E sono altri tempi, ancora una volta: migliori per il Parma, più tristi per il club milanese. In ballo c’è di nuovo un pass per le coppe continentali, ma questa volta è per l’Europa “di Serie B”. L’Inter è quinta con 53 punti, il Parma la segue a quota 51. Due punti che fanno tutta la differenza del mondo perché valgono l’ultimo posto buono per volare in Europa League che vuol dire soldi da diritti tv (soprattutto) e botteghino (anche). Sarebbe un risultato inaspettato per i gialloblù, a inizio anno pronosticati a metà classifica e assenti nel giro europeo dalla stagione 2006/07 quando furono eliminati dalla Coppa Uefa ai sedicesimi di finale. Per l’Inter agganciare il treno europeo vorrebbe dire chiudere la stagione con il minimo indispensabile per non considerare fallimentare il primo anno di Walter Mazzarri a Milano.

I bastoni tra le ruote all’ex allenatore del Napoli proverà a metterli lui, Antonio Cassano. Rapporto tormentato, quello tra l’allenatore livornese e il talento di Bari. Tra il 2007 e il 2009 insieme fanno grande la Sampdoria portandola in Europa e in finale di Coppa Italia, persa ai calci di rigore contro la Lazio. Mazzarri comanda dalla panchina e Cassano ci mette il suo: gol, assist, spettacolo e qualche colpo di testa (non calcisticamente inteso). Ma quando WM arriva ad Appiano la scorsa estate scarica Fantantonio che non la prende benissimo e scocca frecciatine verso il suo ormai ex mentore. Intanto segna e fa segnare, il suo Parma prende fiducia e domani affronta l’Inter guardandola negli occhi.

Cassano ha accelerato il recupero dopo la botta ricevuta dal laziale Cana e guiderà la truppa di Donadoni verso il sorpasso. In fase offensiva, pronti ad azzannare con lui l’Inter, ci saranno Schelotto e Biabiany, altri ex nerazzurri dal dente più o meno avvelenato. E motivazioni extra ne avrà anche Marco Parolo, passato in cinque anni dalla Serie D di Foligno al sogno di volare al mondiale con l’Italia. Il centrocampista del Parma ha già segnato 8 gol in stagione e all’andata ispirò la furia di Sansone, autore di una doppietta nel pareggio di San Siro (3-3). Sul fronte nerazzurro peseranno le defezioni di Jonathan e Alvarez: hanno lavorato a parte fino all’ultimo allenamento, ma non faranno parte degli uomini a disposizione di Mazzarri, che dopo il rotondo 4-0 alla Sampdoria vuole conferme dai suoi a una settimana dalla sfida interna con il ‘suo’ Napoli e con il futuro personale deciso anche dalla conquista di un piazzamento europeo. Fischio d’inizio alle 15: Cassano è pronto a mettere la freccia per prendersi in una sola mossa l’Italia di Prandelli e l’Europa con il Parma, facendo la linguaccia al livornese. Il ruolo del guastafeste, del resto, gli è sempre venuto bene. 

Così in campo sabato alle 15:
Parma (4-3-3): Mirante, Cassani, Paletta, Lucarelli, Molinaro; Acquah, Marchionni, Parolo; Schelotto, Biabany, Cassano. Allenatore Donadoni

Inter (3-5-2): Handanovic, Campagnaro, Samuel, Rolando; Nagatomo, Kovacic, Cambiasso, Hernanes, D’Ambrosio; Palacio, Icardi. Allenatore Mazzarri

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