UniCredit e i Commissari delle società in amministrazione straordinaria del gruppo Cirio hanno raggiunto un accordo transattivo per la definizione di tutti i reciproci rapporti e pretese riferibili all gruppo bancario, anche quale successore della Capitalia di Cesare Geronzi. L’accordo prevede un esborso per UniCredit di 178 milioni oltre alla rinuncia alle azioni e ai crediti, per un valore complessivo per il gruppo Cirio superiore a 200 milioni. Che si confronta con il valore di oltre un miliardo di euro della bancarotta del gruppo agroalimentare di Sergio Creagnotti di cui hanno fatto le spese migliaia di risparmiatori che avevano investito nei bond con il marchio dei pomodori pelati.

I Commissari, autorizzati dal Comitato di Sorveglianza e dal ministero dello Sviluppo Economico, “pur convinti della fondatezza delle pretese azionate, sono addivenuti alla composizione transattiva per evitare lunghi, complessi e onerosi contenziosi e poter acquisire risorse da distribuire in tempi rapidi ai creditori concorsuali”, spiega una nota. Dal canto suo la banca “conferma il convincimento che i comportamenti nella vicenda sono stati sempre improntati a correttezza e che non si è mai avuta consapevolezza alcuna dello stato di insolvenza delle società del Gruppo Cirio” che generò. La decisione sarebbe quindi “esclusivamente motivata dall’intento di eliminare i costi e le incertezze di un lungo e complesso contenzioso e non comporta alcun riconoscimento – neppure implicito – di responsabilità di sorta”.

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