“Berlusconi ai servizi sociali? Gentile magistrato di sorveglianza, lo affidi a noi”. E’ l’appello di European Alternatives e Alliance Internationale de Journalistes, associazioni che si battono per la libertà di stampa in Europa.  Boutade? Sì, ma mica tanto, visto che gli organizzatori sembrano avere intenzione di chiedere l’affidamento del Cavaliere al magistrato di sorveglianza. “Lui è il miglior collaboratore che si possa avere, in tema di editoria malata – spiegano gli organizzatori – Chi meglio di lui può aiutarci a investigare, analizzare e correggere le falle del sistema editoriale, pubblicitario, televisivo italiano?”. Le due associazioni sono responsabili di Media Initiative (iniziativamedia.itmediainitiative.eu), ovvero la campagna per la raccolta di un milione di firme per chiedere alle istituzioni europee di dotarsi di strumenti legislativi adeguati per intervenire nei Paesi dove l’informazione indipendente e plurale non viene rispettata. Compresa naturalmente l’Italia. Un lungo lavoro di sensibilizzazione e raccolta adesioni, per il quale hanno bisogno di un assistente. E per questo hanno pensato a Silvio Berlusconi.

Il 10 aprile infatti, è in programma l’udienza al tribunale di Milano sull’esecuzione della sentenza che potrebbe decidere l’affidamento ai servizi sociali o gli arresti domiciliari del Cavaliere. Ecco che European Alternatives e Alliance Internationale de Journalistes, le due associazioni responsabili di Media Initiative, hanno la ferma intenzione di domandarne l’affidamento. “Siamo certi che la sua esperienza si rivelerà preziosissima per capire meglio le dinamiche che conducono alla concentrazione dei media, e risulterà anche estremamente utile per l’elaborazione di norme efficaci contro i conflitti d’interesse tra media e politica”, spiega Giovanni Melogli di AIJ. Tant’è che l’ufficio è già pronto a ricevere Berlusconi, con tanto di scrivania, computer e bandiera del Milan appesa al muro. Un po’ di diffidenza, invece, tra le collaboratrici.

Più risoluto Lorenzo Marsili di European Alternatives: “I servizi sociali servono a pentirsi e iniziare un nuovo corso. Silvio Berlusconi ha umiliato la democrazia italiana tramite l’utilizzo politico dell’informazione, la concentrazione della proprietà dei media e l’endemico conflitto di interessi. E allora quale nemesi migliore che lavorare per una campagna che cerca di combattere precisamente questi mali in Italia e in Europa?”. Una cosa è sicura: l’obiettivo della Media Initiative è serio. La petizione da un milione di firme (Ice) chiede alle istituzioni europee di dotarsi degli strumenti legislativi necessari per intervenire in modo vincolante in quei paesi membri dell’Unione europea, dove si verificano evidenti violazioni al diritto ad un’informazione libera e plurale, così come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali Ue. Per firmare basta avere un documento. Per essere accolta dalla Commissione europea ci vorranno almeno un milione di firme provenienti da almeno sette dei 28 Stati membri dell’Ue e per ciascuno dei 7 paesi è richiesto un numero minimo di firme (la petizione si chiude il 19 agosto 2014). 

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