Ingegneri, fisici e matematici all’asta su eBay. Sul noto sito e-commerce che vende prodotti di qualsiasi genere in tutto il mondo, tra milioni di offerte di auto, lavatrici e mobili, spunta l’avviso di vendita di un intero gruppo di professionisti della Micron, che dal prossimo 7 aprile rischiano di perdere il posto. La società americana specializzata in microtecnologia, con sedi in diverse città italiane dal nord al sud, ha annunciato i tagli a causa degli esuberi. Ecco allora l’idea: mettersi all’asta online per proporsi al miglior offerente.

Si tratta di 419 dipendenti, molti dei quali laureati in materie scientifiche, ma anche tecnici e informatici, che senza mezzi termini “vendono” la propria professionalità su eBay. Ecco cosa si legge nell’annuncio, corredato da una foto di gruppo: “Eccellenze di microelettronica dal 7 aprile in vendita nelle sedi di Agrate, Vimercate, Avezzano, Arzano, Catania” (cioè le sedi nella provincia di Monza Brianza, L’Aquila e Napoli) e in chiusura, “astenersi perdintempo e delocalizzatori“.

Non solo una provocazione, ma anche la voglia di mettersi in gioco e puntare il dito contro un mercato del lavoro sempre più asettico, in cui il capitale umano finisce spesso per essere trattato come un qualsiasi altro prodotto. E’ così che insieme ai vini e all’alto artigianato, su eBay si potrà fare un’offerta per accaparrarsi al ribasso un altro tipo di eccellenza: il lavoratore italiano di profilo elevato.

La battaglia dei dipendenti Micron (223 solo quelli del sito di Agrate in Monza Brianza ma ci sono anche 17 abruzzesi), si combatte da tempo a colpi di post su facebook e twitter, con l’hashtag #casomicron. “La rabbia per come stanno andando le cose è data soprattutto dal fatto”, spiegano i professionisti a rischio, “che negli anni scorsi la Micron ha ricevuto 150 milioni di euro di contributi pubblici per creare 1500 posti di lavoro”.

Del caso Micron, colpisce che dopo essere diventata proprietaria di tecnologie e brevetti “sviluppati da italiani in Italia” e “nonostante i risultati dell’ultimo trimestre rappresentino un record per la società, i cui ricavi ammontano a oltre 4 miliardi di dollari”, il 21 gennaio 2014 abbia aperto la procedura di licenziamento collettivo per 419 esuberi su un totale di 1070 addetti.

Poche settimane fa, una piccola apertura. L’azienda ha ribadito la volontà di rimanere in Italia a fronte di un investimento di circa 20 milioni di dollari in due anni, condizionati però alla firma di un’intesa sulla procedura di licenziamento collettivo. Dalla Micron si sono detti disposti a ridurre i tagli del personale, ma sempre di tagli si dovrà parlare: almeno in 100 dovrebbero andare via. L’incentivo per l’esodo volontario è stato aumentato a 18 mensilità e si tratta sulla ricollocazione, anche se dal ministero “non si ritiene possibile costruire un accordo scritto che garantisca questo processo”. Ora, le speranze dei lavoratori sono tutte riposte negli incontri romani di questi giorni tra azienda e sindacati, un estremo tentativo per cercare una soluzione che eviti gli annunciati licenziamenti.

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