L’associazione Action against Hunger (azione contro la fame) francese ha pubblicato qualche settimana fa, questo virale dal concetto divertente: vedere il problema della morte per fame nel mondo, attraverso gli occhi, della morte, appunto, ribaltando la prospettiva. Il risultato è una classe di studenti “normali” che vengono interrogati dal professor Lamort.

L’idea è girare (come spesso accade ai creativi) il punto di vista, per comunicarci quanto sia importante agire perché la morte, in questo momento, si sente minacciata dal lavoro di tutti quelli che lavorano per combatterla. L’associazione AGH dal 1995 ha svolto un ruolo importante nella lotta mondiale della ACF internazionale contro la fame.

——————————-

Qual è una delle prime cause di mortalità al mondo?

La fame.

Sì, la fame.

E chi la minaccia?

La lotta contro la fame.

Voilà. Va di male in peggio, nel 2009 riguardava 1 miliardo di persone, oggi siamo a 842 milioni-

Va beh, abbiamo già gli incidenti, la pena di morte, i dolori di cuore…

 E’ a causa di questo genere di attitudine che un giorno le persone non moriranno più di fame!

Morire di fame non è una fatalità, seguita la nostra lotta con il prof Lamor

————————-

Trovo che questo approccio creativo di comunicazione a problemi così grandi e pesanti, sia un modo efficace e leggero per far girare informazioni importanti.
Non è sempre necessario essere lapalissiani nella comunicazione, la creatività serve proprio per trovare delle vie meno convenzionali e più attraenti per comunicare.  

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Copia privata: il passo del gambero del ministro Franceschini

next
Articolo Successivo

Fiat e Corriere: “Non abbiamo deciso noi di comprare, ma ce lo portiamo a New York”

next