Mentre in Italia si continua a discutere di obiezione di coscienza e aborti ostacolati o persino negati, nel Regno Unito una vera e propria rivoluzione si appresta a cambiare le vite di migliaia di giovani donne e giovani uomini. Le nuove linee guida del Nice, il National institute for health and care excellence, sono chiare: pillole del giorno dopo date anche alle minorenni, in casi estremi persino senza il consenso dei genitori e senza prescrizione medica, “laddove ce ne fosse urgenza ed estremo bisogno”.

E le giovani dovrebbero anche essere messe in grado di prenderne una piccola scorta, da usare in casi di necessità, pillole che dovrebbero anche essere fornite da consultori scolastici, farmacisti o infermieri, nel caso un medico non fosse disponibile. Ancora, preservativi maschili e femminili diffusi sempre nelle scuole e operatori sanitari che dovranno essere messi in grado di aiutare tutte le giovani donne bisognose di supporto, grazie a nuovi progetti di formazione nazionale.

Sono queste, appunto, le indicazioni del Nice, una autorità strettamente collegata al servizio sanitario nazionale e con il compito di indirizzare le politiche della salute del regno di sua maestà. L’Nhs, la sanità pubblica, dovrà chiaramente adeguarsi a queste linee di indirizzo – pur con un certo margine di scelta sulle specifiche tecniche – e senza bisogno di una legge del parlamento. E, in un Paese dove al momento il 60% delle gravidanze fra minorenni termina con un aborto, le polemiche sono destinate a montare nel giro di pochi giorni. In particolar modo per quel coinvolgimento delle scuole, che, secondo l’autorità, dovranno fornire sia preservativi – anche se in molti casi, soprattutto nelle estreme periferie, questo già avviene – sia la controversa, per le tante polemiche che l’accompagnano, pillola del giorno dopo. Ancora, fra le indicazioni, secondo il Nice, “non ci dovranno essere discriminazioni di residenza”, gli stessi trattamenti dovranno essere resi disponibili in modo uguale in tutto il territorio nazionale. E, poi, nel caso di obiezioni di coscienza – anche se il numero dei rifiuti nel Regno Unito è minimo – le giovani donne dovranno avere la possibilità di interrompere comunque la gravidanza.

Queste linee guida furono già annunciate, ma mai diffuse, già quattro anni fa. Furono ritardate, anche se non ufficialmente, per il timore di polemiche e per una certa opposizione in ambienti ministeriali, resistenze che ora paiono superate, almeno in parte. L’obiettivo delle nuove linee guida, chiaramente, è quello di ridurre il numero delle gravidanze fra minorenni. Il Regno Unito detiene ancora il record europeo, anche se queste stanno calando negli anni. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, nei primi mesi del 2014 il tasso di gravidanze minorili è stato il più basso dal 1969 a oggi, 27,9 casi ogni mille donne fra 15 e 17 anni. Nel 2012 sono state 27.834, contro le 31.051 del 2011, un calo del 10%, mentre stabile è il numero delle ragazze under 16, circa 5.500 casi ogni anno. Ancora, nel 2012, il 60% delle gravidanze sotto i 16 anni si è concluso con un aborto. Nel 2012, inoltre, 253 ragazzine under 14 hanno dovuto affrontare una gravidanza. E il servizio sanitario nazionale calcola anche il costo degli aborti fra le minorenni, stimato in 53 milioni di sterline l’anno. Con un aumento della spesa per la contraccezione, si verrebbe comunque a spendere meno, risparmiando allo stesso tempo su gran parte di quei 53 milioni, così l’Nhs ha calcolato.

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