Ferrovie dello Stato risponde ai governatori di Veneto, Toscana e Abruzzo, le Regioni che lo scorso dicembre hanno deliberato l’intenzione di non rinnovare i contratti con Trenitalia per il trasporto ferroviario locale, in scadenza a fine anno. Nessun rammarico da parte dell’ad di Fs Mauro Moretti, che oggi a Milano ha presentato il piano industriale dell’azienda per il triennio 2014-2017: “Ben vengano il mercato e la concorrenza. Ma una nuova gara è anche l’occasione per verificare a quali condizioni un committente è in grado di mettersi sul mercato”. Troppi disagi, ritardi, sporcizia e sovraffollamento. Questi gli argomenti delle tre Regioni che sotto Natale hanno scelto di dire addio a Trenitalia, accusata di comportarsi da monopolista. La risposta di Fs e Trenitalia è altrettanto schietta. “Possiamo fare anche di più, se le Regioni ce lo chiedono. Ma ci vogliono investimenti”, scandisce Moretti dal palco dell’auditorium di Assolombarda. “Tra i competitor europei, l’Italia è il paese che ha i più bassi investimenti sul trasporto ferroviario per abitante. Ancora aspetto i contributi per i treni destinati al locale”. E punta il dito contro la via italiana alla liberalizzazione del settore: “La competizione in Italia c’è, è innegabile. Ma qui ognuno può scegliersi il mercato più profittevole, così la concorrenza si concentra unicamente in settori come l’alta velocità o il ricco traffico delle regioni padane. Senza oneri verso i settori non profittevoli, che restano a carico del contribuente e di aziende come Fs”. L’ad di Trenitalia Vincenzo Soprano fa notare come l’azienda abbia già rinunciato ad alcune gare perché considerate non redditizie: “L’amministrazione pubblica deve rendere appetibile il proprio mercato locale, attraverso investimenti e una migliore pianificazione del traffico, che è compito della politica organizzare” di Franz Baraggino

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