Si avvicinano le elezioni europee e un gruppi di giovani italiani ha deciso di vederci chiaro su programmi e “proclami” dei politici. Vi ricordate Pagella Politica? È la start-up messa su da una rete di giovanissimi attenti a monitorare, sulla scia del fact checking anglosassone, la veridicità delle dichiarazioni dei politici. Pagella Politica sottopone le dichiarazioni dei politici una griglia di analisi e poi le “risaputa” con una valutazione che va da “vero” a “c’eri quasi” a “ni” a “Pinocchio andante” a “panzana pazzesca”.

Adesso da Pagella Politica nasce uno spinoff che si occupa di fare le pulci non solo ai politici italiani ma a tutti i politici europei che si candideranno alle elezioni di maggio.

Si chiama FactCheckEu, è nata a febbraio 2014, ed è composta per ora da quattro giovani professionisti coordinati da Pietro Curatolo, e con una rete di collaboratori internazionali. L’idea di FactCheckEu “parte dall’esperienza di Pagella”, racconta a L’Arancia Carlo Starace, 27 anni, romano, una laurea in Bocconi, uno dei quattro animatori di FactCheckEu. “E con la volontà di applicarla a livello europeo”. A differenza dell’esperienza italiana, FactCheckEu, racconta Starace, “non si concentra su ogni dichiarazione di ogni candidato”, perché dovendo seguire le elezioni in 28 paesi con 751 candidati la mole di lavoro sarebbe assurda, bensì il metodo è un altro; “si è preferito scegliere i macrotemi più importanti, su cui verificare di volta in volta le dichiarazioni più realistiche”.

Data l’alta mole di lavoro, i ragazzi di FactCheckEu hanno introdotto un’altra novità, quella del crowdchecking. È una sorta di controllo “dal basso”, spiega Carlo; cioè le dichiarazioni dei politici vengono sottoposte a controllo non solo degli analisti di FactCheckEu, ma anche di chiunque voglia offrire il suo tempo e collegarsi col sito di FactCheckEu alla voce You Fact Check: chi vuole può votare la veridicità di una dichiarazione, oppure analizzarla lui stesso sotto la supervisione dei ragazzi di FC, oppure dare una mano a tradurla. Sì, perché il sito è in sei lingue, come si conviene a una realtà europea, e le traduzioni sono ben accette.

In attesa dell’appuntamento elettorale del 25 maggio, i numeri stanno dando ragione a FactCheckEu.

“Al momento abbiamo 2.100 fan sul gruppo Facebook, 8000 follower su twitter e 200 iscritti attivi al sito che partecipano direttamente proponendo dichiarazioni, facendo traduzioni o proponendo loro stessi delle analisi. Inutile dire che dopo poco più di un mese e mezzo di attività siamo molto felici dei risultati”, dice Carlo a L’Arancia, ricordando come per mettere in piedi il loro sito hanno partecipato a un concorso per un finanziamento da 25.000 euro dell’istituto privato Mercator, vincendolo.

Ma soprattutto la piccola FactCheckEu è riuscita a mettere in crisi il gigante Commissione Europea: andando a sottoporre a controllo di veridicità il famoso proclama di Bruxelles secondo cui in Italia il giro d’affari della corruzione sarebbe di 60 miliardi di euro l’anno. Un dato che ha fatto il giro del mondo, salvo poi essere smentito dai ragazzi di FactCheckEu, e deregistrato a “panzana pazzesca”.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Berlusconi, altro che Europee. Vai in pensione!

next
Articolo Successivo

Matteo Renzi sperduto nel ‘noolitico’

next