Il programma del governo è sotto tiro. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, boccia le riforme annunciate dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che “introducono ulteriore precarietà“, mentre il Financial Times non crede alla “medicina di Matteo Renzi“, che “non curerà l’Italia”, e il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, aspetta a esprimere un giudizio sottolineando che il premier per ora ha solo “elencato le intenzioni”.

“Siamo disposti a discutere di un contratto unico, ma prima bisogna abolire il decreto sul lavoro che prevede contratti a termine senza causale per tre anni”, dichiara la Camusso a Matrix, sostenendo che “si è fatto esattamente l’opposto di quello che lo stesso premier dichiarava: si è creata un’altra forma di precarietà, ora una persona può essere assunta e licenziata per tre anni senza alcuna ragione e senza alcuna causa”.

Il ministero del Lavoro aggiunge intanto dei dettagli al piano sull’occupazione annunciato da Renzi nei giorni scorsi. “Il datore può sempre instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale, nel limite di durata di trentasei mesi“, spiega in una nota. “Viene così superata la precedente disciplina che limitava tale possibilità solo al primo rapporto di lavoro a tempo determinato”. Inoltre “la possibilità di prorogare un contratto a termine in corso di svolgimento è sempre ammessa, fino ad un massimo di otto volte nei trentasei mesi”. Rimane, “quale unica condizione per le proroghe, il fatto che si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato”.

Il ministero guidato da Poletti sottolinea poi che “nell’introdurre il limite del 20% di contratti a termine che ciascun datore di lavoro può stipulare rispetto al proprio organico complessivo, il decreto fa comunque salvo quanto disposto dall’art.10, comma 7, del D.lgs. 368/2001, che da un lato lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di modificare tale limite quantitativo e, dall’altro, tiene conto delle esigenze connesse alle sostituzioni e alla stagionalità”. Infine, “per tenere conto delle realtà imprenditoriali più piccole, è previsto che le imprese che occupano fino a cinque dipendenti possono comunque stipulare un contratto a termine”.

Non ci sta il leader della Cgil, che si dice “preoccupata e contraria” al pacchetto sul lavoro ideato dal governo Renzi: “Se questo contratto sostituisse tutte le forme di contratti precari, sancirebbe il fatto che non ci sarebbe nessuna regola e non mi pare una buona soluzione”. La Camusso ritiene quindi che le misure pensate dal governo non sono la soluzione migliore per fare ripartire l’occupazione. Sulla stessa linea il leader della Fiom, Maurizio Landini. “Il contratto a termine non mi convince perché vedo in realtà un allargamento della precarietà”, ha detto riferendosi al pacchetto lavoro del governo, spiegando di vederlo “diverso dalle proposte iniziali che erano state fatte in cui si parlava di un contratto unico a tempo indeterminato”.

In direzione opposta, invece, la posizione di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. “Noi tifiamo per Renzi, perché trovi i 10 miliardi di euro”, ha detto. “Siamo in attesa e il 27 maggio leggeremo le nostre busta paga, sono convinto che farà di tutto per trovare quei soldi, altrimenti sarà un boomerang per lui”. Bonanni chiede però di fare “qualcosa di più per i pensionati, almeno per i più poveri, che si ritrovano con molte più tasse e molti più problemi in famiglia”. E suggerisce di “eliminare false partite iva, cocopro, associati in partecipazione. #contrattitermine più garantisti per lavoratori”, condividendo così le modifiche sui contratti a termine.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Matteo Renzi e la sua vecchia idea di mondo del lavoro

next
Articolo Successivo

“500 euro in nero per capo ufficio stampa”: lo stipendio al Miff, “Sundance” di Milano

next