Ha rubato la pistola dalla cintura di un poliziotto, si è rivolto l’arma alla testa e ha sparato. Non è morto ma è in fin di vita il giovane afghano di 21 anni che si trovava negli uffici della Questura di Trieste per chiedere il rinnovo di un permesso di soggiorno, scaduto ieri. Il ragazzo è stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Cattinara.

Secondo quanto riferito dalla Questura, il giovane ha aggredito il piantone approfittando del fatto che “questi si trovava sui gradini dell’ingresso della Questura per soccorrere una persona”. L’afghano lo ha spinto alle spalle facendolo cadere e gli ha sottratto l’arma di ordinanza. Subito dopo si è allontanato dirigendosi verso la chiesa della Madonna del Rosario, sparando alcuni colpi in aria. Immediatamente alcuni agenti di polizia lo hanno inseguito e quando stavano per raggiungerlo, il giovane si è sparato alla testa.

”Un dramma della disperazione”. Così il questore di Trieste, Giuseppe Padulano, ha definito la vicenda del giovane afghano. “Un dramma – ha proseguito – che poteva avere ripercussioni ancora peggiori perché in quel momento nell’atrio e nei pressi della Questura c’erano molte persone”. Il questore ha poi lodato gli agenti perché “si sono subito resi conto, con sangue freddo, che non potevano intervenire con le armi da fuoco proprio a causa della folla”.

Un video completo di quanto avvenuto all’esterno della Questura sarebbe stato girato con un telefono cellulare da una persona testimone dei fatti che l’ avrebbe anche caricato su Facebook. Nel filmato sono riprese, secondo un testimone che ha raccontato di averlo visto, anche le scene più cruente. Il filmato avrebbe raccolto tanti “Mi piace” in pochi minuti. Poco dopo, però, è stato rimosso dal social network.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Via d’Amelio, Riina: “Telecomando nel citofono, ad azionarlo fu Borsellino”

next
Articolo Successivo

Sexy-scandalo in Sudtirol, ecco lo scontrino del vibratore acquistato a spese nostre

next